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«Ci salviamo e poi tutti a piedi al santuario di Montenero»

FABRIZIO PUCCI
«Ci salviamo e poi tutti a piedi al santuario di Montenero»

Diamanti lancia la sfida: «Non siamo così scarsi da stare in fondo alla classifica Con Breda stiamo lavorando bene. I tifosi? Possiamo solo ringraziarli e basta»

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Simpatico, loquace, disponibile, brillante, sincero, mai banale. In due parole Alino Diamanti. Il filo diretto del fantasista con i tifosi, andato in onda sulla pagina facebook della società ieri pomeriggio, doveva durare una mezz'ora, ma lui ha risposto alle domande più curiose (quanti tatuaggi hai? Sei credente? Hai chiamato Bobo Vieri che è diventato padre?) e ha pure voluto prolungare di quindici minuti il dialogo con gli sportivi che tanto lo amano. L'abbraccio virtuale all'uomo simbolo del Livorno è stato caldo e corroborante alla vigilia della delicata partita con il Cittadella. E proprio del prossimo avversario, Alino ha parlato bene. PARTITA DIFFICILE

«Il Cittadella è un'ottima squadra – ha detto subito – perché è rodata, composta da giocatori che sono insieme da tanti anni e quindi che si conoscono bene». AD23, però ha buone sensazioni: «Abbiamo lavorato bene in queste due settimane come abbiamo sempre fatto. Ai ragazzi non si può dire niente. Sono grandi professionisti. Ho visto duro lavoro a massima applicazione».

DA CRISTIANO A BREDA

Sabato sulla panchina amaranto non vedremo Cristiano Lucarelli – che Diamanti corse ad abbracciare dopo aver segnato il gol del pari con il Perugia e che ha saluto con un toccante post su Instragram – ma ci sarà Roberto Breda. Alino garantisce per il nuovo tecnico: «È entrato nel modo giusto nello spogliatoio. Con lui stiamo lavorando bene. Sono fiducioso. Penso che possa aiutare il nostro gruppo a tirarsi fuori da questa situazione».

TIFOSI

Chi soffre più di tutti per l'ultimo posto in classifica sono gli sportivi. Diamanti pensa anche a loro e mostra rispetto: «La stagione è nata male, è difficile. Abbiamo mille problemi, ma la vicinanza della nostra gente è molto importante. Non dobbiamo dire nulla ai tifosi perché vengono sempre allo stadio e anche in trasferta. Il loro sostegno c'è sempre stato e sempre ci sarà».

SMS A MURILO

Una delle domande più interessanti l'ha formulata il tifoso che ha chiesto a Diamanti se in questa squadra ci sono giocatori che non esprimono per intero il loro potenziale. Alino non l'ha mandata a dire: «Sono tanti. Da Rocca ad Agazzi, da Fazzi a Gonnelli. Però ce n'è uno che può fare il grande salto: è Murilo. È il compagno di squadra a cui sto più addosso perché lui potrebbe arrivare in un top club come Milan o Inter. Tutto però dipende da lui».

Alino, che agli albori della carriera ha rischiato di buttare via il suo sconfinato talento ha spiegato: «Il calcio è selezione naturale. Non credo alla fortuna, ma all'applicazione e al sacrificio. Murilo da questo punto di vista sta migliorando molto, ma può fare ancora meglio. Noi anziani - io, Dainelli, Luci, Mazzoni, Valiani - cerchiamo di aiutare lui e anche tutti gli altri». Lo stesso discorso, però, può essere fatto per la squadra: “Non siamo così forti da vincere il campionato e nemmeno da andare ai playoff, ma nemmeno così scarsi da ultimo posto in classifica anche perché tranne l'organizzazione del Crotone, non ho visto nulla di eccezionale in questa serie B».

STADIO, CHE TRISTEZZA

Il ritorno a Livorno lo ha desiderato lui tanto quanto i tifosi: «Amo questa città. Mi piace molto stare qui. Mi piace il centro che non è piccolo, ma nemmeno grande. E poi gioco nella mia squadra del cuore. Non tifo per nessuno in serie A, tifo Livorno. L'ho detto e ripetuto in cento interviste». Eppure Alino ha un cruccio: «Sono strafelice di essere di nuovo qui, ma quando sono arrivato il giorno della presentazione, ho avuto una stretta al cuore nel vedere le condizioni in cui versa il nostro stadio. Sembra che rischi di perdere i pezzi. Fa davvero male vederlo così».

IL FIORETTO

Qualcuno gli ha chiesto chi sono i suoi amici nel calcio e Alino ha snocciolato nomi illustri: «De Rossi, Bonucci, Pirlo, Buffon, Kone, Gilardino oltre all'immancabile Galante». Altri hanno cercato di rovistare tra i suoi gol più belli (a Trieste nel 2008 per esempio) o più importanti , poi è arrivato la richiesta più bizzarra: Che cosa sei disposto a fare per la salvezza del Livorno? Alino, sguardo furbo e sinapsi veloci non ci ha pensato due volte: «Prometto che se ci salviamo vado a piedi dalla Baracchina Bianca al Santuario di Montenero».

Se succede, quella lunga camminata non la farà da solo. Sulla salvezza del Livorno si può discutere. Sull'eventuale pellegrinaggio collettivo proprio no. —

FABRIZIO PUCCI

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