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Livorno, quale futuro?: «Gli Spinelli valutano già alcuni soggetti»

Flavio Lombardi
Livorno, quale futuro?: «Gli Spinelli valutano già alcuni soggetti»

Il dg Peiani: «Servono soldi ma anche competenza. E non è assolutamente vero che chiedono 15 milioni»

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LIVORNO. Qualcosa si sta muovendo. Tra mezze conferme, parole non dette e tentativi di svicolare, anche la conferenza di ieri all’Hotel Palazzo ha confermato che c’è interesse intorno al Livorno Calcio.

Nessun nome, chiaro. Anche se in città si parla di Bulgarella, di Onorato, di un imprenditore molto solido ancora top secret. Voci per ora. Trattative vere, non ne sono state avviate ancora. «Gli Spinelli - ha detto Peiani - stanno pesando i vari soggetti. Che non devono solo avere soldi per condurre una gestione che ad ora segna un rosso di 400mila euro al mese, ma anche il know how (la competenza, ndc), per fare calcio. E non è vero che hanno chiesto 15 milioni per la cessione »

Peiani piuttosto ha parlato del centro sportivo, visto che c’è stata una brusca frenata sul Piancastelli. «Ho già parlato con alcune figure – rivela il dg - , facendo vedere cosa abbiamo. Il Piancastelli? Impianto che possiamo riscattare entro il 28 febbraio 2019 con nessuna possibilità di allargarsi. Mi son sentito rispondere che siamo indietro di 40 anni. La questione è che occorrono terreni per i bimbi. Noi paghiamo 335mila euro di affitto da ripartire nelle varie zone dove mandiamo i nostri ragazzini. Poterli investire in un centro di proprietà, sarebbe altra cosa. Ecco cosa serve per essere appetibili. Si doveva partire anni fa».

E Lo stadio? Deve restare dov’è, ha detto l’assessore Andrea Morini. «Soggetti interessati? Il comune si può muovere attraverso atti; e un investimento da oltre 150 milioni, deve interessare l’autorità regionale per la partecipazione. Vorrei dire di più ma non posso, ma sul tavolo c’è chi ha messo gli occhi sul Livorno, chi sulla cittadella. O forse, entrambe. Ma non vado oltre...».

Il direttore generale ha anche mostrato in anteprima alcuni progetti per la stagione ventura inviati da Legea e che entro fine anno dovranno pervenire all’azienda campana per non arrivare lunghi nella messa in produzione come accaduto quest’anno «che abbiamo cominciato a scendere in campo con le livree del campionato precedente e la terza, quella tutta nera, sarà pronta solo a breve». La società vorrebbe quindi il prima possibile promuovere un referendum sfruttando media e social, ed attraverso il quale i tifosi possano indicare entro il 20 dicembre la propria preferenza. Senza disdegnare proposte alternative, tipo la casacca giallo oro con pantaloncino amaranto, già vista una dozzina d’anni fa, la stagione al termine della quale, grazie a Calciopoli, il Livorno ottenne il pass per l’Europa League.
 

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