Il Tirreno

Livorno

Derby da Leoni L’Us rinasce Invictus va giù

Francesco Parducci
Derby da Leoni L’Us rinasce Invictus va giù

Gli amaranto ribaltano il pronostico e dopo cinque sconfitte  tornano a festeggiare nel campionato di serie C Silver

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L’Unione esce dal tunnel delle 5 sconfitte consecutive andando a prendersi il derby, contro pronostico ma meritatamente. Prima vittoria della gestione Vullo-Tedeschi, in una partita segnata anche dalle assenze, quelle della vigilia (Bettini, Massimo Volpi e Ristori per l’Us) e quelle avvenute durante la partita, quando Angiolini ha visto finire in panchina la prima punta Melosi e il più che positivo Marini per malestri ancora da accertare.

Di là finiva al pronto soccorso Seminara (che stava andando bene) per un brutto taglio (assolutamente fortuito, la partita è stata di una correttezza esemplare) al labbro suturato con 4 punti di sutura. In più Niccolai era al rientro dopo 15 giorni di fascia gessata per la distorsione nella larga vittoria di Pescia. A questo punto, persi tanti dei protagonisti la partita (non adatta a palati fini, tantissimi gli errori, ma non c’è stato davvero di che annoiarsi) dovevano deciderla i dettagli, la voglia di vincere, i contributi individuali. E qui tutte le voci parlano a favore dell’Unione, che va a prendersi qualcosa come 23 rimbalzi offensivi sotto il tabellone avversario, 6 dei quali con il solo Claudio Volpi, non certo un lungo in una squadra nella quale il più alto è comunque 1 metro e 92 mentre di là ci sono due lunghi di ruolo, Colley e Pasquinelli, entrambi incappati in una serata anonima come una lettera senza firma. E intensità.

L’Us ce ne mette a tonnellate, com’è nei suoi costumi in partite di questo tipo, l’Invictus Libertas a 1’30” dalla fine dell’ultimo quarto, con il risultato fino a quel momento assolutamente in bilico, non aveva ancora speso un fallo nel periodo e questa è un po’ la summa di tutto. Un po’ di cronaca. Parte a razzo l’Invictus che prende 8 in un lampo al traino di Melosi e Marini (13-5 al 4’).

L’Unione rientra con l’ingresso in campo di Vaccai, che comincia a toccare di tutto e di più, rubando palla e volando in contropiede. Il pallino resta comunque in mani “ospiti” che quando fa la sua comparsa Niccolai, sia pure su una gamba sola, allunga di nuovo grazie a due missili sparati dall’ex dalla sua mattonella preferita, 18-30 al 18°.

L’Us rientra ancora accentuando la pressione difensiva mentre Angiolini vede arrendersi al dolore prima Melosi e poi Marini. Si va all’intervallo lungo con l’Invictus ancora in relativo controllo ma nel terzo quarto sta parecchi minuti segnando poco o niente e l’Unione lentamente rientra per la terza volta anche se Seminara ha già preso la via del Pronto Soccorso.

Così il primo vantaggio interno arriva quando ancora si è nel penultimo periodo, 41-39. Pareggia Tellini, primo canestro di una lunga striscia personale che lo vede solo a contrastare in attacco tutti gli avversari. Morucci per il 43-41 mentre Niccolai, già ai limiti, sbaglia da sotto uno contro zero. Tellini da 3, 43-44, un libero di Locci per la nuova parità 44-44 e di nuovo Tellini, con il settimo punto filato che manda all’ultimo quarto sul 44-46.

Le danze dell’ultimo periodo si aprono con la tripla di Davini (47-46), neutralizzata da Tellini, sempre lui, 9 in fila per il 47-48 al 31’50”. Due di Bonciani (47-50) e qui l’Invictus sembrerebbe aver ripreso un po’ di inerzia in mano ma Colley fallisce il + 5 da un centimetro entrando, da lì in poi, in confusione totale.

Congedo (perso proprio da Colley) 49-50, altri 2 di Tellini, 49-52 e fanno 11 in fila, ma purtroppo per Angiolini saranno gli ultimi. È il momento dei duri: Davini da 3, 52-52 bissata nell’azione successiva (55-52) dopo che Congedo ha stoppato un esausto Niccolai. 57-52 al 36’04”, sbaglia Tellini da 3 dopo 8 minuti da angelo salvatore, 4° fallo di Davini e successivo tecnico (esagerato) per una protesta anche abbastanza moderata.

Ma ormai l’Unione sembra avere le mani sulla partita, 61-56 a – 1’29”. Massoli mette la sua prima tripla a – 25” (62-59) e ci sarebbe ancora spazio per l’overtime perché l’Us perde palla in attacco.

Ultimo possesso Invictus, Tellini lascia il tiro a Massoli fidando forse nel bis. Ma il ferro, a 5” dalla fine, dice di no e Brunelli fissa dalla lunetta. —

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