Gioco
Test con la Primavera: 6-0 finale E si sveglia Kozak che ne fa tre
Breda ha portato la squadra allo stadio ma a porte chiuse, in gol anche Murilo, Raicevic e Di Gennaro Ancora a parte Luci e Porcino
LIVORNO
Sono giorni intensi per Roberto Breda che stringe i tempi per conoscere a fondo la rosa a sua disposizione: pregi, difetti, dinamiche e gerarchie dello spogliatoio. Ieri gli amaranto hanno disputato una partita amichevole con la Primavera di Juriy Cannarsa. Il match è stato disputato a porte chiuse in modo da consentire al tecnico veneto di sperimentare uomini e schemi in totale libertà e lontano da occhi indiscreti.
Il nuovo allenatore ha mischiato le carte facendo giocare insieme i giocatori fin qui più utilizzati in campionato e quelli più sacrificati. Per la cronaca la partita è finita 6-0 per la prima squadra con tripletta di Kozak, reti di Murilo, Raicevic e Di Gennaro.
Il test è stato incoraggiante, ma è chiaro che la porta va vista bene e bella larga durante le sfide da tre punti. Breda ha provato anche vari moduli alla ricerca di quella quadratura tattica che fino ad ora non è stata trovata, perché questo Livorno o si schiaccia troppa al limite della propria area di rigore diventando zero pericoloso davanti, oppure deve rischiare le due punte più il fantasista con conseguenze rischio di soffrire nella fase difensiva.
Insomma la coperta rischia di essere sempre cortina. Per fortuna a breve vi sarà apposta una pezza di spessore: Andrea Luci. Ieri il capitano, alle prese dal guaio muscolare che lo tormenta dalla partita di Venezia, ha lavorato a parte, ma ha comunque aumentato il carico di lavoro e l'intensità dell'allenamento. La speranza è che possa rientrare in gruppo già da lunedì. Da qui a pensare che il capitano possa giocare con il Cittadella il 24 novembre ne passa, ma intanto si vede la luce in fondo al tunnel. Allenamento differenziato anche per Antonio Porcino che si è fatto male nei primi minuti della partita con il Perugia. Lui sì, lo rivedremo senza dubbio dopo la partita con i granata veneto. —
FABRIZIO PUCCI
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