Gioco
Tafi, la pazza idea di correre la Roubaix a 52 anni: «Vicino accordo con un team»
L’ex professionista fucecchiese è l'ultimo vincitore italiano della classica del pavé. Trattative con alcune squadre: in pole la Dimension Data di Lucca, in alternativa alcune marche costruttrici
FUCECCHIO. Il sogno impossibile di Andrea Tafi adesso sembra avere gambe per...pedalare. L’ex campione fucecchiese, 52 anni, sarebbe infatti vicino a trovare l’accordo con una squadra professionistica(di World Tour) disposta ad affiancarlo in questa impresa difficilissima, ai limiti della fisiologia: correre la Parigi Roubaix nella prossima primavera, quando gli anni saranno 53. Qualcosa che nessuno prima ha tentato, arrivare in fondo alla corsa più dura del mondo, di cui Andrea negli anni d’oro è stato grandissimo protagonista.
Le trattative sarebbero avviate con la Dimension Data, la formazione sudafricana che annovera tra gli altri gli italiani Giacomo Nizzolo ed Enrico Gasparotto, oltre a Mark Cavendish . Una multinazionale della bicicletta che da alcuni anni ha messo le basi operative in Toscana, a Lucca, dove tra l’altro sta allevando una nidiata interessantissima di talenti, italiani e soprattutto stranieri.
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Da Lucca, dunque, potrebbe arrivare un importante supporto organizzativo ed economico per rendere possibile il folle sogno di Andrea. Un’idea che, inutile dielo, stuzzica la fantasia di tutti coloro che il ciclismo lo hanno nel cuore: in Belgio, ad esempio, dove la bici è da sempre lo sport nazionale, è stato creato il gruppo «Tifo Tafi forever». Il sito web di un canale televisivo ha messo la foto di Andrea, ieri ed oggi, nella home page. Insomma, tutti fanno il tifo per lui nonostante non manchino le voci scettiche, come quelle di diversi cardiologi che lo scondigliano a gettarsi in questa prova davvero al limite.
Lui non ci bada più di tanto e continua ad allenarsi sulle sue strade. «Io voglio essere al via della Roubaix con grande serietà, consapevole che sono passati vent’anni. Devo seguire il mio istinto, ma in modo costruttivo. Il valore di Tafi corridore l’ho già dimostrato (è l’unico italiano ad aver conquistato Fiandre, nel 2002, e Roubaix, 1999»), Non voglio essere patetico», ha spiegato nei giorni scorsi.
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«Tutti dicono che sono matto, ma non lol credo, onestamente. Seguo soltanto il mio cuore. So quanto sia difficile, ma voglio anche vedere quali sono i miei limiti. Non mi pongo obiettivi in termini di risultato, voglio allenarmi e vedere cosa ne potrà venire fuori. I prossimi mesi saranno duri, ma è qualcosa che voglio assolutamente fare. È qualcosa che nessuno ha mai fatto nel ciclismo». Altre indiscrezioni parlano di una grande casa costruttrice di biciclette e allora ci potrebbero essere altre opzioni come la AG2r (bici di Eddy Merckx), la Katusha Alpecin (con le Canyon) oppure la Ef Drapac e la Cannondale. La prossime settimane saranno decisive.
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