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SETTORE GIOVANILE 

I risultati ci sono, i campi non ancora Pea: «Il progetto è quello giusto»

Eva Bertolacci

LIVORNODopo quattro mesi di attività è tempo di tracciare un primo bilancio per Fulvio Pea, direttore tecnico del vivaio amaranto: «Sono stati mesi in cui ci siamo confrontati molto con l’attività...

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Dopo quattro mesi di attività è tempo di tracciare un primo bilancio per Fulvio Pea, direttore tecnico del vivaio amaranto: «Sono stati mesi in cui ci siamo confrontati molto con l’attività di base e con lo scouting, nell’ultimo mese poi ci siamo focalizzati sull’attività delle quattro squadre che giocano nei campionati nazionali e ci sentiamo abbastanza soddisfatti, anche se possiamo migliorare per allenamenti e intensità di gioco».

La Primavera, terza in classifica, è forse la squadra che sta dando le maggiori soddisfazioni…

«Le soddisfazioni lì si notano sotto il profilo dei risultati, ma c’è anche l’Under 17 che si sta comportando bene: al di là dei risultati questi ragazzi. contro chiunque giochino, anche avversari quotati come Genoa, Sampdoria, Torino, riescono sempre a dare filo da torcere».

C’è un evidente problema-campi. Alcune squadre giocano addirittura a Rosignano.

«L’unico punto fisso che abbiamo è il Picchi di Banditella, noi stiamo lavorando sul territorio per allacciare i rapporti con le varie società di calcio di Livorno che ci ospitano e ci ospiteranno. Non abbiamo un centro sportivo ma il fatto di giocare fuori ci ha permesso di portare i colori del Livorno anche fuori dalla città. Chiaramente ci sono degli inconvenienti, come il fatto di dover impiegare più personale visto che gli allenamenti vengono fatti su campi diversi».

Una realtà come quella di Stagno degli anni passati non è ipotizzabile per il futuro?

«No, preferiamo allacciare rapporti con le varie società del territorio. Tra le novità c’è quella di ospitare il 30 novembre e il 1 dicembre Stefano Baldini, coordinatore tecnico del settore giovanile della Juventus. Crediamo molto nella qualità del lavoro e nella formazione degli istruttori per il miglioramento dei più piccoli».

Quanto influisce la crisi della prima squadra?

«La prima squadra è la punta dell’iceberg della società, i risultati positivi danno una maggiore credibilità all’intero movimento. Speriamo che i risultati tornino presto, noi intanto siamo stati molto contenti della convocazione in prima squadra di Alessio Canessa. Mantenere la B ci permetterebbe di continuare a giocare contro grandi squadre e questo è un aspetto predominante». —

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