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«Questo lo prendo io, no io porto questo». In 5 a fare la squadra del Livorno: ecco chi ha scelto chi

Alessandro Bernini
«Questo lo prendo io, no io porto questo». In 5 a fare la squadra del Livorno: ecco chi ha scelto chi

Si dice che se ti tolgono la libertà di scegliere, ti tolgono la libertà. Beh, nel Livorno è stata data talmente tanta libertà di scegliere a tutti, che alla fine è venuto fuori un gran casino

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LIVORNO. Si dice che se ti tolgono la libertà di scegliere, ti tolgono la libertà. Beh, nel Livorno è stata data talmente tanta libertà di scegliere a tutti, che alla fine è venuto fuori un gran casino. Inutile girarci attorno: i risultati di oggi sono figli di un mercato schizofrenico alla base: non parliamo delle scelte in sè (quelle saranno giudicate e eventualmente condannate a fine stagione) quanto delle troppe persone che hanno portato avanti le trattative.

A oggi ha pagato Lucarelli (e un po’ anche Signorelli) ma come vedremo il tecnico è quello che forse ha scelto meno di tutti.

Iniziamo dal portiere. Zima è stato portato da Facci, costo quasi zero, il debutto non è stato male ma serviranno conferme. In difesa è successo di tutto. Ad esempio Iapichino e Parisi (fino a oggi impalpabili) sono stati scelti dalla coppia Sottil-Facci quando ancora il tecnico della promozione sembrava destinato a restare in sella. Signorelli ha invece deciso di portare a Livorno sia Dainelli che Di Gennaro (pagato 100mila euro) e quest’ultimo per ora ha fatto vedere di avere buon numeri. Altri due difensori sono invece stati scelti da Lucarelli: si tratta di Bogdan (male fino a oggi) e Porcino (forse l’acquisto più azzeccato seppur frenato dagli infortuni); sempre Lucarelli ha scelto Albertazzi quando ci fu una raffica di infortuni a luglio che ridusse all’osso il reparto.

A centrocampo altro grande minestrone. Agazzi e Fazzi ad esempio sono arrivati alla fine di una trattativa condotta da Spinelli con l’Atalanta nell’ambito della cessione del giovanissimo Caia ai nerazzurri. Rocca lo ha scelto Facci, mentre torna in scena Spinelli sul nome di Soumaoro che il presidente ha portato sotto consiglio di Sogliano (ex ds di Bari e altre società).

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In attacco le scelte principali sono state di Signorelli che ha puntato su Kozak e su Giannetti, mentre discorso a parte merita Raicevic: la punta montenegrina è stato il candidato scelto da Lucarelli quando gli è stata messa davanti una lista con tre nomi (gli altri due erano Gilardino e Floro Flores ).

Resta da dire di Diamanti. È stato lui a voler tornare a Livorno ma stata fondamentale la decisione di Lucarelli di volerlo ad ogni costo, viste le perplessità di Facci (già lo scorso anno, con Pecini, non era convinto dell’operazione).

Ricapitolando. Facci ha scelto Zima, Rocca, Parisi e Iapichino (quest’ultimi due in sintonia con Sottil); il presidente Spinelli ha portato Soumaoro e ha seguito l’operazione con l’Atalanta per la cessione di Caia (dalla quale sono arrivati Agazzi e Fazzi); Lucarelli ha portato Porcino, Bogdan e Albertazzi; Signorelli ha scelto Dainelli, Giannetti e Kozak.

Bene comunque ricordare che la scelta di applicare il “salary cup” ha portato a Livorno giocatori che chiaramente avevano uno stipendio non alto. Coi soldi che c’erano si poteva fare una grande squadra? No. Coi soldi che c’erano si poteva fare meglio? Decisamente sì. 

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