Gioco
La svolta di Zima: «Inizia una nuova vita»
Il gigante ceco autore di un buon debutto a Cremona: «Ma che rabbia per la sconfitta, ora con Breda puntiamo a risalire»
LIVORNO
In un paio di circostanze non ha chiamato la palla. Qualche volta è parso indeciso (esco-nonesco-esco-nonesco) ma nel complesso il debutto di Lukas Zima è stato positivo. Il ragazzone della Repubblica Ceca (24 anni, ex under 21) ha vinto i duelli con gli ex. Con un perentorio colpo di reni nel primo tempo ha cancellato il colpo di testa a botta sicura di Terranova. Nella ripresa con un volo plastico ha negato il punto del 2-0 a Piccolo. Due belle parate che hanno messo in mostra le sue qualità. Per il resto un'altra parata e tanta normale amministrazione. Un solo appunto da fare: serve maggiore precisione nei rinvii. Lo avevamo già notato nei pochi minuti giocati contro il Perugia e la storia si è ripetuta a Cremona.
Tutto bene, comunque, se contiamo che Zima non giocava una partita in un campionato italiano da tre anni e mezzo. Inoltre qualche addetto ai lavori non lo riteneva ancora pronto per giocare in B, ma comunque il ragazzo ex Genoa aveva in ogni caso vinto il ballottaggio con Romboli.
A proposito. Zima è arrivato dal Genoa e il Livorno ha preso il 50% del suo cartellino con una formula un po’ particolare, che ha consentito per ora di pagare soltanto lo stipendio.
Un ritorno in campo così positivo lo ha fatto finire in copertina. E lui, in un buonissimo italiano parla volentieri di quest'altra partita finita male senza fare menzione dei suoi due interventi prodigiosi: «Preferisco non parlare di me, piuttosto dispiace molto per la sconfitta – confida il sostituto di Mazzoni – perché anche a Cremona ci meritavamo qualcosa di più».
Che cosa salva di quella partita?
«Gli ultimi venti-venticinque minuti. In quella parte della gara potevamo segnare uno o due gol. Ci meritavamo almeno il pareggio, ma in caso di 1-1 avremmo anche potuto vincere nel finale».
Continuate a prendere gol da palle inattive, perché?
«Non lo so. È incredibile. Lavoriamo tanto, tantissimo su questa cosa. Facciamo tanto allenamento per evitare certi errori e invece li ripetiamo sempre e ogni settimana prendiamo un gol da calcio d'angolo. Dobbiamo rimediare quanto prima».
Sabato hanno debuttato tre allenatori. Foscarini (Padova) e Rastelli (Cremonese). Breda no. Niente scossa?
«Ma no. Quando arriva un allenatore nuovo i giocatori vogliono farsi vedere, vogliono mettersi in mostra. Tutti quanti – Breda e gruppo di giocatori – abbiamo preparato bene questa partita e abbiamo fatto e dato tutto per vincerla. Purtroppo non ci siamo riusciti».
La classifica però fa paura. Come se ne esce?
«Se ne esce solo con il lavoro. Ne abbiamo tanto, tantissimo da fare. Lunedì deve essere il giorno del nuovo inizio per noi. Ora c'è la sosta. Abbiamo due settimane di tempo per conoscere il nuovo allenatore e per farci conoscere meglio da lui. Sono certo che prepareremo bene anche la partita con il Cittadella». —
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