Gioco
Che serva di lezione: non si può giocare con una punta
Ma questa partita non l’avevamo già giocata? Bellini, compatti, anche piacevoli, poi arriva il calcio d’angolo e allora facciamoci pure il segno della croce. Cambia l’allenatore ma non il vizio di...
Ma questa partita non l’avevamo già giocata? Bellini, compatti, anche piacevoli, poi arriva il calcio d’angolo e allora facciamoci pure il segno della croce. Cambia l’allenatore ma non il vizio di prendere gol sui calci piazzati: e siccome non è che davanti sfondiamo le reti (anzi), ne prendi uno e finisce lì. Forse stavolta ci sono ancora più rimpianti delle altre volte perché negli ultimi 20 minuti l’assalto del Livorno è stato quasi un assedio ma un paio di volte ci ha messo una pezza il portiere e soprattutto a al 35’ D i Gennaro ha sbagliato un gol di testa a porta vuota pazzesco.
Chiaro che adesso tutti faranno paragoni tra il Livorno di Lucarelli e quello di Breda: le scelte, lo schema, il gioco. Complicato e forse senza senso. Breda ha fatto due allenamenti e mezzo, ne riparliamo dopo la sosta. Di certo si è capito che il Livorno oggi se gioca col 3-5-1-1 può cercare di limitare i danni, ma 9 volte su 10 perde. Perché gli avversari ti prendono campo, iniziano ad accerchiarti, tu perdi fiducia e dietro l’angolo c’è la frittata. Murilo non è nemmeno dispiaciuto, ma fare la guerra da solo è impossibile. Breda adesso dovrà lavorare su questo, dovrà costruire un Livorno come quello degli ultimi 20’, capace di giocare con due punte più Diamanti. Troppo rischioso? E vabbè, più che perdere 8 partite su 11 cosa deve succedere?
Ieri nel primo tempo è sembrato di rivivere la partita di Salerno. Squadra che sta compatta dietro, che ogni tanto tira fuori la testa e nel complesso rischia poco. Tutto ok fino a quando non si va sulla bandierina, e allora lì sono dolori. Stavolta il gol è arrivato al minuto 31, a segnarlo come a Salerno il numero 9 che pure dovrebbe essere il primo da marcare, ancora una volta solo.
Sotto di un gol, il Livorno ha giochicchiato per buona parte della ripresa, senza mai accendersi. Poi negli ultimi 20 minuti la svolta, anche perché sono entrati Valiani (che spreco in panchina...) e Raicevic che hanno dato brillantezza e peso alla squadra. Diamanti ha arretrato di qualche metri, ha iniziato a toccare più pallone e sono piovute 3-4 occasioni da gol. Clamorosa quella fallita da Di Gennaro, meglio di un rigore.
Ora c’è la sosta. Ci sarà tempo per Breda per capire. Ma a nostro parere bisognerebbe già muoversi sul mercato per arrivare a gennaio con le idee chiare. —
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