Il Tirreno

Livorno

Da quella casacca col numero 99 nel 2003, alle chiavi della panchina Ma questo esonero è una sconfitta un po’ per tutta la città 

Che dispiacere, Cristiano Resta un sogno infranto e quel dolce abbraccio

sandro lulli
Che dispiacere, Cristiano Resta un sogno infranto e quel dolce abbraccio

IL COMMENTOsandro lulliC’è poco da fare: io resto e resterò sempre lì, a quell’abbraccio liberatorio e senza fine tra Cristiano e Igor dopo la vittoria con l’Ascoli. Un’emozione che mi scosse, un...

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IL COMMENTO

sandro lulli

C’è poco da fare: io resto e resterò sempre lì, a quell’abbraccio liberatorio e senza fine tra Cristiano e Igor dopo la vittoria con l’Ascoli.

Un’emozione che mi scosse, un gesto tanto spontaneo quanto commovente nel quale intravidi idealmente uno stupendo ponte per far transitare le loro imprese amaranto dal passato ad oggi e quindi di proiettarle persino nel futuro ed anche il segnale che, forse, iniziava la Rinascita. Perché per me Lucarelli in panchina rappresentava questo, una scelta precisa che avrei difeso ad oltranza. Nel mio immaginario gli erano state date le chiavi della panchina così come nel 2003, al primo anno di A, gli donarono la casacca 99. Credevo e speravo in un ciclo dorato con questo ex ragazzo innamorato della maglia sino al punto da conoscere tutto della storia amaranto, di ricordare persino partite di quando aveva 5-6 anni e babbo Maurizio lo teneva accanto a sé sugli spalti assieme ad Alessandro, altro ex ragazzo con un cuore grande così adesso coccolato a Parma.

Credo in Lucarelli tecnico perché è intelligente; studia e si documenta e ha saputo metabolizzare tutto ciò che direttamente e indirettamente gli hanno insegnato, tant’è che tatticamente le partite le prepara bene. E so quanto s’impegnava e si stressava e quanto era orgoglioso di questa panchina.

Fossi stato Aldo Spinelli non solo avrei confermato Cristiano dopo l’ultima sconfitta con il Perugia ma gli avrei anche allungato il contratto. Il presidente che conosco io (al quale mi sento legato da affetto e riconoscenza per ciò che ci ha donato in quasi 20 anni di gestione) sarebbe piombato qua come un ciclone ma avrebbe lasciato Lucarelli al proprio posto, perché poteva raggiungere la salvezza. Ma il tempo passa. Lo capisco.

Vedete, adesso _ secondo me _ l’esonero di Lucarelli suona un po’ anche come una sconfitta per la nostra città del calcio che da decenni non è in grado di produrre un presidente (per fortuna adesso abbiamo il dg Mirco Peiani che dedica energie preziose alla causa e che meriterebbe di traghettare la società e poi chissà…) e con Cristiano e Igor in panchina avremmo potuto avere almeno un orgoglio in più, tutto labronico. E’ questo che sognavo e che mi affascinava, da inguaribile romantico e sognatore.

Ora do il benvenuto a Roberto Breda, ci mancherebbe. Ma io pensavo ad altro, ecco perché resto lì, all’immagine del lungo abbraccio che sembrava sancire la fine di un incubo e l’inizio di una nuova era. Cristiano, ti saluto come piace ai marinai: buon vento! Vedrai che i refoli ti gonfieranno le vele, che purtroppo non saranno amaranto. —



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