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Sarà per un’altra Bolt. Chiede due milioni di euro, gliene offrono 95 mila

Usain Bolt in versione calciatore in Australia
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Usain Bolt in versione calciatore in Australia

Finisce l’avventura da calciatore per la stella della velocità. Il club australiano lo saluta: «Usain ha sparato troppo alto»

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GOSFORD (AUSTRALIA). Niente calcio professionistico, almeno per ora. Proprio nel giorno in cui la federcalcio della Giamaica aveva fatto balenare la possibilità di una convocazione in nazionale, le strade di Usain Bolt e dei Central Coast Mariners si separano. Nonostante il parere, non proprio entusiasta, dell'allenatore Mike Mulvey, la dirigenza del club aveva infatti offerto al pluriolimpionico della velocità un contratto per entrare a far parte a pieno titolo del team che sta disputando la A-League, ovvero la massima serie calcistica australiana in cui a breve dovrebbe sbarcare, nel Sydney FC, anche Giuseppe Rossi.

L'ostacolo che si è rivelato insormontabile fra Bolt e i Mariners è stato di natura economica: 150mila dollari australiani (circa 95mila euro) all'anno l'offerta, un milione e 800mila (circa un milione e 130mila euro) la richiesta. E’ chiaro quindi che non ci fossero i presupposti per concludere la trattativa, anche perché la federazione calcio australiana si è chiamata fuori dopo aver ricevuto la richiesta di un contributo alla causa. Nessun segnale anche da parte degli sponsor, e quindi addio Usain.

Ma la morale è che se Bolt non diventa calciatore professionista deve prendersela con se stesso: fosse sceso a più miti pretese, ora sarebbe un attaccante della formazione di Central Coast. Precisazione doverosa in quanto questa volta non si è trattato di un'operazione pubblicitaria stile allenamento con Borussia Dortmund, Stromsgodset e Mamelodi Sundowns, tutte squadre che con Bolt hanno in comune la sponsor tecnico.

A vestire i Mariners è un'altra azienda, inglese e non tedesca, e quindi alla base del tentativo in Australia c'era l'aver ricevuto una reale chance di provare a farsi largo anche con il pallone tra i piedi. Dispiaciuto non più di tanto il proprietario dei Mariners, Mike Charlesworth. «È stato un piacere lavorare con Usain per cercare di realizzare il suo desiderio - è stato il commento del patron -. La collaborazione è stata vantaggiosa per entrambi perché la presenza di Bolt ha portato un livello maggiore di attenzione ». Vorrei ringraziare il proprietario dei Mariners, lo staff tecnico, tutti i giocatori - la replica di Bolt - per avermi fatto sentire il benvenuto tra di loro». —
 

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di Redazione web