Il Tirreno

Livorno

Quattro partite quattro facce diverse il Livorno cerca ancora un’identità

Flavio Lombardi
Quattro partite quattro facce diverse il Livorno cerca ancora un’identità

Solo due giocatori sempre in campo: Mazzoni e Dainelli colpa degli infortuni ma troppi giocatori sono indietro

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LIVORNO

Guardando la formazione di partenza, 20 sono i giocatori utilizzati nei primi quattro impegni di campionato. Troppi, per l’uomo della strada, troppi se le cose, fino ad ora fossero filate lisce. Quattro partite, quattro Livorno diversi. E domani a Venezia vedremo la quinta faccia. Le cause che hanno costretto a certe scelte, invece sono varie. Non è insomma colpa di una confusione tattica di Cristiano Lucarelli, quanto invece del destino che spesso non lo ha messo in condizione di schierare i medesimi undici a causa degli acciacchi muscolari o di qualche colpo ricevuto in allenamento. E poi di mezzo una preparazione pesante cheha bisogno di essere smaltita, e gli impegni infrasettimanali non aiutano a recuperare.

Ma non solo: il Livorno ha tanti giocatori reduci da una stagione con poco utilizzo e che hanno bisogno di più tempo. E poi c’è l’anagrafe, che in taluni casi impone almeno adesso, di non insistere troppo sui soliti, portandoli fuori giri. Certo è che - infermeria a parte - i dati sono quasi eclatanti e raccontano - come la classifica - di un Livorno che ancora non ha trovato la quadra: solo due giocatori sono stati sempre presenti, Mazzoni in porta e Dainelli a guidare la difesa. Di Gennaro è stato il difensore più utilizzato dopo l’ex Chievo, seguito dai due gettoni di Gonnelli ed Albertazzi, con quest’ultimo che ha già avuto i suoi problemini nel post Crotone per una colpo ricevuto al piede. Le defezioni sulle fasce del centrocampo hanno proposto nell’esordio di Pescara, vista l’assenza di Parisi, l’utilizzo di Fazzi; con il Crotone ecco due titolari inediti rispetto alle previsioni: Maicon a destra per simultanea mancanza di Parisi e Fazzi e Iapichino sulla mancina. Il brasiliano si è rivisto poi subito dopo a Cosenza, questa volta con Porcino nella sua posizione. Anche il centrocampo non è stato da meno. Dove lo stesso Fazzi, in Calabria ha continuato a restar fuori, Rocca è out dopo Pescara, e si è presentata, come all’Adriatico, la coppia Luci-Valiani, con il capitano trasformato nel Principe Azzurro, dopo l’ingresso nella ripresa di Alino Diamanti. Indubbiamente, in mezzo, con questi tre “vecchi” la squadra ha solidità, esperienza e grande qualità. Ma non può essere spremuta troppo.

Il guaio è che vanno a corrente alternata quelli più giovani, ancora a corto di forma. Anche l’attacco è stato tutto ruotato: Kozac in panchina contro il Lecce, lui e Giannetti in coppia per due volte, poi il ceco schierato con Murilo (a Crotone) ed infine Raicevic-Murilo a Cosenza. Qui, per ora niente infortuni, ma problemi di messa a punto. —

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di Redazione web