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Livorno

parla il presidente 

«Lucarelli non si tocca ma deve cambiare Non si può giocare così»

F.P.
«Lucarelli non si tocca ma deve cambiare Non si può giocare così»

Aldo Spinelli martedì sera è andato via a 10 minuti dalla fine sul 3-0 per il Lecce «È vero, non ho resistito, stavo soffrendro troppo»

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LIVORNO

Martedì sera il presidente è andato via prima del fischio finale. Mancavano ancora dieci minuti al the end, ma il risultato era già scolpito su pietra. Non solo. C'era pure da sopportare ciò che a casa nostra sopportabile non è: ill torello del Lecce, con gli amaranto distrutti e sfiduciati che correvano a vuoto senza neanche avere la frustata forza di menare. Così All'80' per Spinelli la misura era colma: «Sì – ammette – sono salito in macchina per tempo perché soffrivo troppo».

Presidente, ma secondo lei che cosa non ha funzionato?

«Sinceramente mi pare che niente sia funzionato per il verso giusto. Abbiamo fatto non uno, ma due passi indietro rispetto alla partita con il Crotone. Nemmeno a Cosenza eravamo andati bene, ma il pareggio ci aveva addolcito la bocca».

Quale aspetto l'ha indispettita di più?

«Abbiamo perso senza attenuanti. Il Lecce ha giocato molto meglio di noi e ha dominato la partita in lungo e in largo. Ha meritato il successo e non c'è nulla da dire».

È preoccupato?

«Adesso inizio ad esserlo. Nelle ultime due partite ho visto gli avversari correre. Ho visto squadre più veloci della nostra. Non solo. Le ho trovate anche più organizzate. E poi non esiste al mondo prendere tre gol in casa. Tra l'altro il secondo e il terzo ce li siamo praticamente fatti da soli».

Presidente, la panchina di Lucarelli è a rischio?

«Nemmeno per idea. Non scherziamo. Non iniziamo con questi discorsi che fanno male all'ambiente. Ora c'è da fare una sola cosa».

Quale?

«Restare sereni. Evitare di perdere la testa. Riflettere in maniera lucida sugli errori che abbiamo commesso con il Lecce e in parte anche con il Cosenza. Sulle prime due partite non ho nulla da dire. Siamo stati sfortunati».

Certo. Il calendario non ci è amico...

«Andiamo a Venezia contro una squadra che ha riposato, mentre noi proveniamo da tre partite in otto giorni. Poi ci sarà la sosta, lo Spezia e il Benevento. Detto questo, Cristiano dovrà rivedere ciò che c'è da correggere e far ripartire questo gruppo».

Sul mercato rifarebbe tutte le scelte della scorsa estate?

«Ma sì. La questione è un'altra. Ci sono tanti elementi nuovi. Sapevamo che molti di loro dovevano carburare a cominciare da Kozak che per struttura fisica entra in forma più tardi. Ora dobbiamo solo recuperare il terreno perduto. Eravamo consapevoli che nelle prime setto o otto partite avremmo faticato più delle altre per cui è opportuno mantenere la calma».

Sapevamo che sarebbe stata dura, ma magari non così tanto...

«Ecco. Su questo credo che siamo tutti d'accordo. Ora dobbiamo ritrovarci psicologicamente e ripartire. Tutti insieme. A cominciare dalla partita di Venezia». —

F.P.

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di Redazione web