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L’INTERVISTA 

Diamanti ci mette la faccia «Chiediamo scusa ai tifosi Ora noi zitti e pedalare»

Fabrizio Pucci
Diamanti ci mette la faccia «Chiediamo scusa ai tifosi Ora noi zitti e pedalare»

LIVORNOL'unico giocatore a presentarsi in sala stampa è Alino Diamanti, nero come la pece: «Oggi (ieri ndc) - ha dichiarato subito - non ha funzionato niente. Sono venuto qui davanti ai giornalisti...

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L'unico giocatore a presentarsi in sala stampa è Alino Diamanti, nero come la pece: «Oggi (ieri ndc) - ha dichiarato subito - non ha funzionato niente. Sono venuto qui davanti ai giornalisti per chiedere scusa ai nostri tifosi. Ora bisogna stare zitti, tenere la testa bassa sul manubrio e pedalare». È trasparente, Diamanti, e non la manda a dire: «Ho trecento o quattrocento partite più di qualcuno e il consiglio che posso dare è che per il modo professionale in cui lavoriamo durante la settimana, dobbiamo andare in campo con maggiore spensieratezza e senza la paura di sbagliare».

L'analisi di Alino è lucidissima: «Io capisco che non sia facile giocare nel Livorno. Capisco che questa maglia pesi molto perché ha una storia importante, ma questo mestiere è entusiasmo, coraggio, divertimento. Questo non significa prendere sottogamba le partite: tutt'altro. Significa affrontarle con il piglio giusto e senza paura». Su un aspetto, Diamanti non ha dubbi: «Grinta, corsa e determinazione non sono mancate nemmeno contro il Lecce. Sono certo che se analizziamo i dati statistici abbiamo corso il doppio di loro, ma nulla è andato per il verso giusto».

AD23 ha condotto il gruppo sotto la curva: «Era il minimo che potessimo fare anche perché i tifosi ci hanno sostenuto per tutta la partita. Il calcio è dei tifosi e noi abbiamo rispetto e bisogno di loro. Quando c'è da prendere gli applausi è giusto prenderli, ma è altrettanto giusto prendere fischi e m.... quando ce li meritiamo».

Ora c'è da fare una sola cosa: resettare e ripartire: «Io conosco solo questa strada: ricominciare a lavorare. Ci ho messo la faccia proprio perché non c'è una via alternativa a questa. Ricominciare a lavorare e cercare di far punti a Venezia. Solo là valuteremo la reazione del gruppo a questa brutta sconfitta per la quale - ribadisco - è opportuno chiedere scusa a quanti ci vogliono bene». —

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