Il Tirreno

Livorno

dopo il 90’ 

«C’è un problema fisico, forse è meglio cambiare»

Flavio Lombardi
«C’è un problema fisico, forse è meglio cambiare»

Cristiano Lucarelli spiega: «Adesso non riusciamo a imporre gioco. Le scelte? C’era bisogno di mettere forze fresche»

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LIVORNO

Un leone in gabbia all’interno dell’area tecnica per l’intera durata dei 90’, una faccia stravolta dopo essersi portato sotto la curva a salutare i tifosi che hanno incoraggiato durante tutta la partita, un’espressione piena di rabbia prima di essere inghiottito dalla scale del sottopasso. Cristiano Lucarelli, non si aspettava questa involuzione. Si riunisce in conclave con i giocatori, analizzando da subito quel che non è andato. Una prova che ha deluso molti sportivi e che a meno dieci dal triplice fischio, hanno deciso di tornare anzitempo a casa.

Mister, cosa non ha funzionato?

«Tutto, visto il risultato e la prestazione. Purtroppo non pervenuti. Io per primo con il mio staff e poi i giocatori. Diventa difficile individuare le cause se non quella della nostra condizione fisica approssimativa. Sempre giunti in ritardo sulle seconde palle, dribblati, saltati. Difficoltà enorme espressa a creare superiorità numerica».

Eppure sono stati cambiati sette giocatori rispetto a Cosenza...

«Nella squadra di stasera c’erano molti di quelli che a luglio erano da considerarsi titolari, forse 10/11. Ripeto, è stata una prestazione da cancellare più velocemente possibile, giocando adesso da uomini a Venezia. La nostra mascolinità non l’abbiamo dimostrata, la guerra sportiva che mi piace non si è vista. Dico sempre che anche nelle peggiori giornate, la corsa e la lotta non devono mancare. Questo a prescindere dai gol che si possono sbagliare».

Rifarebbe le solite scelte con tutti questi cambi?

«Dovrei dire no, ma un allenatore non può capire prima cosa accade, se i bioritmi sono alti oppure no».

Questo attacco preoccupa.

«Secondo me, dobbiamo metterli però in condizione di tirare in porta. E tutti gli altri, non sono riusciti a innescare le punte».

Nessuno è saltato su La Mantia. E a centrocampo mai due passaggi di seguito...

«Dopo Cosenza, mi aspettavo un altro approccio. Invece si è iniziato timidi, anche stavolta. Tanto che ho dovuto mettermi a specchio col 4-3-1-2 per cercare di arrivare coi tempi giusti sulle scalate. Altro aspetto che non deve accadere. Non siamo una squadra che non può dominare l’avversario per 95’. Bisogna saper gestire le difficoltà, senza consegnarci come abbiamo fatto. Subendo anche dei gol brutti da vedere. Occorrono riflessioni e capire se ci manca il coraggio e il piacere di sbagliare. Se si, allora essere più guardinghi».

Lucarelli si sente a rischio?

«Passatemi una battuta: il panettone comunque lo mangio a Livorno perché questa è casa mia. Comunque io sono il primo tifoso del Livorno: se mi accorgessi che il problema sono io, non ci sarebbe bisogno di esonerarmi. Andrei subito via io per il bene del Livorno». —



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