Gioco
«Il mio Livorno solo nell’ultimo quarto d’ora»
Lucarelli e il primo punto: «Pareggio giusto, decisivi i cambi. Diamanti in panchina? Ha 35 anni, lui e Dainelli vanno gestiti»
Vi immaginate Cristiano Lucarelli nell’intervallo? È già tanto se le porte di quello spogliatoio sono ancora integre. Ma CL99 col passare degli anni ha scoperto anche la capacità di gestire emozioni e comunicazioni, così a fine partita si mostra estremamente sereno. Certo, dubitiamo che avrebbe conservato un certo savoir-faire se Giannetti non l’avesse buttata dentro.
Lucarelli, in qualche modo alla fine il punto è arrivato.
«Pareggio giusto a mio parere. Primo tempo male, con errori assurdi. Ma nel secondo siamo migliorati».
Quindi un tempo per uno?
«No. Il Livorno, per come lo voglio io, ha giocato bene solo l’ultimo quarto d’ora».
Un po’ poco.
«Già. E infatti bisognerà crescere. Però di quell’ultimo quarto d’ora c’è una cosa che mi è piaciuta molto».
Ovvero?
«Che dopo il gol del pareggio, non ci siamo fermati. Abbiamo cercato anche di vincerla. Murilo ha avuto anche la palla giusta ma non ha trovato il guizzo per tirare».
Bisogna però parlare anche di un primo tempo davvero disastroso. Poco gioco, poca personalità, poco tutto.
«Sì, abbiamo subito la loro pressione. Ma è colpa nostra se il Cosenza ci ha schiacciati. Perché abbiamo fatto una serie incredibile di errori in fase di uscita e loro hanno preso fiducia. Poi va anche detto che giocare su questo campo era impossibile».
Vero, ma anche per loro.
«Fino a un certo punto. Perché noi vogliamo comunque giocare sempre palla a terra, loro hanno nel dna anche la profondità e il lancio. Il campo andava bene per una partita di beach volley, dove devi sempre alzare la palla per passarla».
Il Livorno ha cambiato faccia con i cambi.
«Sì, sono d’accordo. Siamo cresciuti tanto. E ritrovare il gioco ci ha dato la carica anche dal punto di vista della personalità».
Meno male che all’ultimo minuto del primo tempo ci ha salvati Mazzoni, sul 2-0 sarebbe stata notte fonda.
«Gran parata è vero. Ma si sa che il calcio d’oggi è segnato dagli episodi. Se ripensi al primo quarto d’ora, abbiamo avuto due palle-gol, una con Raicevic di testa e una abbastanza clamorosa con Murilo di piede. Chissà che partita sarebbe saltata fuori se fossimo passati in vantaggio».
Tatticamente è sembrato di rivedere gli stessi errori di Pescara. Tanti errori in uscita, Luci in grande difficoltà fino a quando è entrato Diamanti. Dentro Alino, cresciuto Luci e cresciuto il Livorno. Non si rischia di essere dipendenti da Diamanti?
«Sono d’accordo sull’analisi tecnica. C’è un solo problema. Che Diamanti ha 35 anni. Se ne avesse 28 gli farei giocare tutte le partite dal primo all’ultimo minuto, ma qui bisogna gestire le forze. Ci hanno fatto contare le noccioline per un mese e ora abbiamo 4 partite in 12 giorni. Una cosa è certa. Vorrò sempre in campo uno tra Diamanti e Dainelli». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
