Gioco
Balleri cancella le paure e lancia Lucarelli «Tra un mese saranno tutti pazzi del Livorno»
L’ex esterno non ha dubbi: «Ci divertiremo». Ora la trasferta di Cosenza: «Ho giocato laggiù, sarà dura ma siamo pronti»
LIVORNO
Ha vinto domenica in trasferta contro la Samp, dirigendo da bordo campo la sua formazione Under 17. Con il suocero e la moglie genovesi e tifosi doriani, in estasi per i tre punti amaranto. Una volta ogni tanto, gli interessi e gli affetti di famiglia che vengono prima della fede per una maglia. David Balleri, il pendolino che ora fa il mister che trionfa in casa di una società dove è stato anni e nella quale si investe molto sui ragazzi. «Bella partita - dice - nonostante risorse diverse e meno importanti rispetto ad altre realtà. Questo significa che il Livorno ha lavorato bene per poter garantire una stagione più che onorevole in un campionato importante come quello degli Allievi nazionali».
Sono arrivati i complimenti degli avversari?
«Sì, da parte di Gianni Invernizzi, mio ex compagno di squadra in blucerchiato e ora responsabile del settore giovanile della Samp. Sono sicuro che ha rosicato, forse credevano di aver vita facile. Ma è stato sincero, quindi passo all’incasso e mi tengo stretti i tre punti che ci riscattano dal passo falso della prima giornata».
Con lo Spezia, poi. Una partita sentita...
«Li avevamo già incontrati in un torneo vincendo 4-0. Stavolta li abbiamo presi sottogamba, forse. E poi, anche aver sbagliato un rigore e un paio di occasioni clamorose sullo 0-0 non ci ha aiutato».
Più gruppo o qualche solista?
«Un gruppo di ragazzi bravi, legati fra loro, che possono giocarsela con chiunque o quasi. Sono convinto che mi regaleranno molte altre soddisfazioni. Sono poche le squadre che potranno metterci in difficoltà».
Parliamo di serie B. Lei è un ex del Cosenza. E sabato il Livorno gli rende visita...
«Mancano dalla serie B da un sacco di anni, sono allupati. Troveremo un ambiente caldo, ma dico pure che il Livorno è in grado di fare benissimo. Col Crotone siamo stati sfortunati, forse anche il pari ci sarebbe stato stretto. Lasciamoli lavorare con tranquillità, tenendoci per il momento le belle prestazioni con la squadra di Stroppa e a Pescara».
E il 3-5-2 di Lucarelli, le piace?
«Uno schema a me caro, uno schema che piace a Cristiano, uno schema al quale il nostro allenatore si ispira, pensando sempre al suo “maestro” Mazzarri e cercando magari di metterci qualcosa di personale. Il Livorno gioca bene, i movimenti sono curati e nulla è mai lasciato al caso».
In effetti c’è una positiva opinione diffusa su Lucarelli...
«So per certo che molti allenatori sono interessati a vederlo all’opera. Come si muove sul campo, cosa dice, come prepara i suoi giocatori. Lo ritengono un tecnico moderno nella metodologia. E anche io, prima o poi, devo andare a vedere come lavora, solo che non riesco mai a trovare il tempo per fare un salto al Coni. Credo di avere tanto da imparare...».
Nel finale della partita di lunedì, quanto può avere influito avere gli esterni di centrocampo in calo fisicamente?
«Prima di tutto, vorrei dire che la squadra ha corso tanto e può essere normale avere un calo nel finale. Tenendo soprattutto conto che la preparazione fatta a Fiumalbo ancora non è redditizia, ma presto lo sarà. Ed è chiaro che, con quello schema, avere più reattività sulle fasce è vitale per contrastare l’azione avversaria».
Un giudizio sulla partita di Iapichino e Maicon?
«Iapichino, a parte l’errore finale, mi è piaciuto un sacco. Maicon è un po’ più indietro, ma forse lui stesso nemmeno si immaginava di essere impiegato. Una scoperta fatta all’ultimo, quando c’era da fare i conti con le assenze di Parisi e Fazzi. Non ne farei un caso però. Fra un mese saranno tutti pazzi per questo Livorno». —
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