Gioco
L’altra faccia della felicità
Addio ritmi e regole da caserma: Osvaldo fa il rocker, Borriello ha scelto Ibiza, Serse Cosmi il dj, Taribo West predica in una chiesa, Kaladze è stato ministro in Georgia
GUIDO FIORINI
«Questa è una società seria, ti multano se in discoteca non ci vai»: Borriello fa ancora gol, ma sotto il sole di Ibiza. Osvaldo suona il rock. Nakata esplora l’Oriente a piedi e fa affari con il sakè. Cosmi e Comandini si divertono dietro una consolle. Il calcio è stress: soldi, fama, donne ma anche sovraesposizione mediatica che alla fine logora. Al punto da avvertire un’insopprimibile voglia di mollare tutto e scappare via.
Pablo Daniel Osvaldo è l’esempio migliore per capire. Il calcio per lui è un lontano ricordo. Il pallone ha dato tanto all’ex attaccante di Bologna, Fiorentina, Roma, Juventus e Inter, ma alla fine ha prevalso la sua anima autentica, quella del rocker. Oggi è il cantante del gruppo rock Barro Biejo a Barcellona, una band di amici musicisti, conosciuti ai tempi in cui militava nell’Espanyol. «La gente non capisce, pensa sia pazzo - spiega lui - ho solo seguito la mia passione. È una vita molto diversa dalla routine quasi militare che c’è nel calcio. Un calciatore professionista è ben retribuito, ma è sorvegliato dal club e sotto pressione. Non devi bere, non puoi fumare, si deve seguire un regime alimentare preciso». Licenziato dal Boca, allontanato dal Southampton, ha avuto problemi anche a Roma e con l’Inter. «Non sono fatto per le regole, mi piace essere libero. Sono orgoglioso della mia carriera e devo tutto al calcio, ma nel calcio devi vivere una vita che non è reale. Hai un prezzo, un valore. È pazzesco. Se sei bravo, vali 50 milioni e se non sei bravo non vali niente. Se segni un gol sei Dio e se non lo fai sei uno scarto. Ti chiedono il massimo ma non gliene frega niente se sei un bravo ragazzo o no, o se hai dei sentimenti. E io sono una persona sensibile. Ero stanco, stavo impazzendo e ho deciso di vivere la vita del musicista. Ora mi sento libero e rilassato. Sono felice».
Sì, felice. Come Marco Borriello, 36 anni, giramondo del gol. Ne ha fatti a qualsiasi latitudine, con le maglie più gloriose d’Italia. E in A e in B lo volevamo ancora, eccome. Eppure ha scelto il sole di Ibiza, i chiringuitos fino a notte fonda. Tanto i piedi buoni li ha, in Segunda División B, la C spagnola, la differenza la fa ancora.
Invece Serse Cosmi, ex allenatore del Perugia, reso celebre da un'imitazione di Maurizio Crozza a Mai Dire Gol, ha lasciato la panchina per dedicarsi alla sua più grande passione, la musica. Deejay nelle serate più “in” di Ibiza e Formentera, è stato anche protagonista, con dj Ralf e i "7 Cervelli", di un videoclip in cui insegna il dialetto perugino in “rap”.
Qualcuno ricorda Hidetoshi Nakata? Fu protagonista nel Perugia di Cosmi e Gaucci e nella Roma scudettata di Capello, l'ex fantasista giapponese (che ha giocato anche con Parma, Bologna e Fiorentina) ha detto addio al calcio dopo il Mondiale giapponese del 2002 a soli 29 anni. Appese le scarpe al chiodo ha indossato uno zaino ed è partito per esplorare il mondo (nel 2008 fece a piedi il sud est asiatico, dall'Oman alla Giordania, e poi il Sudamerica) e ha lanciato una marca di sakè che porterà il suo nome.
Amatissimo dai tifosi dell'Inter al di là delle qualità tecniche, Taribo West, ex difensore anche del Milan (mentre ancora giocava tra Inghilterra, Germania e Arabia) è diventato un pastore pentecostale nella chiesa “Shelter in the Storm”, fondata da lui stesso alla periferia di Milano. A fine carriera inoltre ha fondato la “Taribo West Foundation” per aiutare i bambini nigeriani in difficoltà e una scuola calcio con George Weah.
Gianni Comandini, ricordato per la doppietta rifilata all'Inter nello storico derby del 6-0 dell'11 maggio 2001, l’ex bomber di Vicenza, Milan, Atalanta e Genoa ha appeso le scarpe al chiodo nel 2006 per tornare nella sua Cesena, dove oggi gestisce un ristorante-discoteca e fa il deejay.
Curiosa la parabola di Tino Asprilla: l'ex attaccante colombiano della nazionale e del Parma, con cui ha vinto una Coppa delle Coppe (1993), una Coppa Uefa (1995) e una Supercoppa europea (1994), è un attore porno “mancato”, nel senso che ha rifiutato più di un'offerta da case produttrici di film erotici, e un imprenditore di...preservativi. Sta infatti per lanciare la linea di anticoncezionali "Tino".
Ha scelto la politica Kakhaber Kaladze, 2 Champions League, 2 Supercoppe Uefa, 1 Mondiale per Club, 1 Scudetto, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa italiana con il Milan. L'ex difensore georgiano ha lasciato il calcio nel 2012, a soli 34 anni. «Lascio lo sport più bello del mondo perché mi piange il cuore a vedere la povertà in cui vive la mia gente». Scelse di aderire al partito “Sogno Georgiano, Sogno Democratico”, fondato dal milionario georgiano Bidzina Ivanishvili e vicino alle idee filorusse. Dopo la vittoria delle elezioni politiche del 2012 venne eletto deputato e nominato Ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali, oltre a vicepremier.
Lo stesso ha fatto George Weah. Già nel 2005 si candidò alle elezioni per diventare presidente del suo Paese, la Liberia: venne sconfitto al ballottaggio dopo essere stato il più votato al primo turno. E l’altro grande attaccante rossonero Andriy Shevchenko aderì all’ex partito socialdemocratico del suo paese, che cambiò nome in “Ukrajina Vpered”, che significa “Ucraina avanti!” o “Forza Ucraina!”.
Chi invece ha cambiato sport è Tim Wiese: l'ex portiere del Werder Brema e della nazionale tedesca, dopo essere stato scaricato dall’Hoffeneim nel gennaio scorso, ha chiuso con il calcio e si è lanciato nel modo del bodybuilding. Faticando in palestra, il portiere alto un metro e 93 è passato in fretta dai 90 ai 115 chili di peso, attirando l'attenzione della Wwe (la principale federazione di wrestling mondiale), che gli ha offerto un contratto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google