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Bevilacqua si ferma di nuovo La sfortuna vince allo sprint

Mario Orsini
Bevilacqua si ferma di nuovo La sfortuna vince allo sprint

Il talento labronico era rientrato alla grande, ora altra caduta e stagione finita «Rabbia e delusione mi hanno travolto, ma ora voglio tornare ancora più forte» 

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Per Mattia Bevilacqua, 20 anni compiuti il 17 giugno, talento genuino del ciclismo nazionale, un 2018 in chiaro scuro, lontano da sogni e grandi aspettative, dopo la vittoria nel campionato italiano Juniores 2016 e un buon 2017. Anno nel quale aveva fatto l’esordio nella nuova e impegnativa categoria under 23. In un periodo in cui, è bene sottolinearlo, aveva messo nel cassetto il diploma di maturità, con il massimo dei voti (100) nell’indirizzo Meccanici dell’Istituto Industriale “G. Galileo” di Livorno.

A mettere a Mattia i bastoni tra le ruote, non solamente in senso metaforico, una massiccia dose di sfortuna. Basta ascoltarlo: «Il 2018 ciclisticamente parlando non è iniziato in maniera ottimale. Nelle prime corse facevo fatica a sbloccarmi. Poi il primo aprile, grazie all’ottimo ottavo posto nel trofeo Piva, il vento è cambiato e in successione ho conquistato tanti altri buoni piazzamenti: nono posto a Collecchio, quinto a San Vendemmiano e settimo al trofeo Liberazione. Tutte e quattro gare internazionali. Apprezzabile a metà maggio anche il decino posto a Montelupo Fiorentino».

A giugno il cambio di squadra, dalla Hopplà al Team Cervélo Fracor Bucine. Perché? «Ho fatto questa scelta perché avevo il desiderio di calarmi in un altro ambiente per continuare a crescere e migliorami. Purtroppo, quando tutto sembrava filare liscio, a causa di un'accidentale caduta dalle scale, mi sono lussato una spalla. Dopo 20 giorni circa sono tornato in bici e ho ripreso a correre, con buone sensazioni e tanta voglia di far bene. A luglio per migliorare la preparazione e prepararmi a un bel finale di stagione sono andato anche un paio di settimane in altura a Livigno».

Ma al rientro in gara è stato subito protagonista. «Sì con un ottimo terzo posto a Mastromarco. E altre tre successive buone prestazioni. Poi, il 5 agosto, a tre chilometri dall’arrivo, della coppa Bologna Montellese, quando mi stavo giocando la vittoria, sono caduto. La successiva risonanza ha poi evidenziato un avvallamento delle vertebre D7 e D8 e un edema. Per me quindi quest’anno stagione finita lì».

Una bella mazzata non solamente fisica. «Quest'incidente inizialmente l' ho digerito davvero male. Non riuscivo a capacitarmi e a farmi una ragione del fatto che, quest'anno, non me n’era andata per il verso giusto nemmeno una. Poi a mente fredda ho preso coscienza che l’incidente è accaduto e non potevo farci niente. Così l’iniziale scoramento ha lasciato spazio alla razionalità. In primis voglio solo cercare di recuperare al 100%, senza affrettare i tempi. Per farmi trovare pronto, a novembre, quando inizierò la preparazione per un 2019 spero denso di soddisfazioni. E nel quale la sfortuna sia solo un brutto ricordo». —



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