Gioco
Livorno, maledetta domenica Sbaglia, spreca, ci prova e paga
Giannetti fallisce il rigore del vantaggio, amaranto sotto due volte dal dischetto. Non basta l’acuto di Porcino
Preparazione, tattica, schemi e trappole, ore di studio e di pensieri per preparare e cambiare la storia di una partita, poi che succede? Tu sbagli un rigore, loro lo segnano, e perdi. Il calcio non sarà scienza esatta, ma a volte è molto più semplice di quanto si pensi.
Peccato. Ma davvero peccato. Perché il Livorno non meritava mai di perdere. Il 2-1 finale è ingiusto e figlio quasi di una maledizione: anche lo scorso anno finì 2-1, anche lo scorso anno per colpa di due rigori contro. Nessuna colpa all’arbitro, non ci ha danneggiato. Piuttosto mangiamoci le mani perché Giannetti nel primo tempo poteva segnare il rigore dell’1-0, perché Kozak sul 2-1 ha stampato la traversa e perché all’ultimo secondo un colpo di testa di Di Gennaro è andato a morire sui piedi di un difensore che si trovava quasi per caso a 50 centimetri dalla linea di porta.
È girato tutto male. Anche se qualcosa di nostro ce lo abbiamo messo, perché i due rigori sono stati disattenzioni. Il Livorno comunque c’è. Ci spaventava questo esordio perché nel precampionato non è che avessimo brillato. Invece la squadra ha tenuto, ha giocato, ha reagito. Nonostante qualche giocatore ancora fuori forma (Giannetti, Kozak e Fazzi) e tanti assenti. Perché è bene non dimenticare chi mancava.
La sostanza di questo Livorno si è vista nei primi minuti, quando era facile prevedere una partenza in quinta del Pescara. In realtà loro hanno tenuto palla sulla metàcampo ma la linea difensiva amaranto ha retto molto bene, guidata da Dainelli. Così l’unica occasione per loro nel primo tempo è capitata sui piedi di Mancuso dopo 8’ ma è stato bravissimo Mazzoni a uscire a valanga con tutto il corpo, deviando la palla con il piede. Il Livorno ha mostrato compattezza dietro ma ha fatto un po’ di fatica nelle ripartenze, solo Valiani e Porcino davano la sensazione di poter ribaltare l’azione. E così là davanti Kozak (sempre in movimento ma poco reattivo) e Giannetti (in difficoltà sullo scatto) hanno ricevuto pochi palloni.
L’occasione per spaccare in due la partita è però arrivata al 34’ quando Gonnelli (rimasto alto dopo un angolo) è stato buttato giù in area da Gravillon. Rigore solare. Giannetti però da dischetto, con di fronte il portiere di riserva del Pescara (Fiorillo si è infortunato nel riscaldamento) ha sparato un destraccio rasoterra finito quasi due metri a lato. Che peccato.
Rigore sbagliato, rigore segnato. Da loro però. Colpa di una mezza frittata dietro dopo appena 4’, con fallo finale di Di Gennaro e penalty segnato da Cocco. A biliardo si dice che il problema non è “bere” ma “ribere”. Idem qua. Altro rigore al 15’ stavolta per fallo di Gonnelli su ripartenza e ancora Cocco-gol, con Mazzoni che tocca ma non trattiene.
Finita? No, il Livorno reagisce, l’ingresso di Diamanti regala il cambio di passo. E la giocata di Alino arriva al 22’ con un assist splendido per Porcino che di sinistro firma un gran gol. C’è tempo per la clamorosa rimonta, il Livorno ci crede, ma prima un incrocio dei pali di Kozak e poi un salvataggio pazzesco all’ultimo secondo, ci tolgono la gioia del pari. Un punto perso, sicuramente. Ma il Livorno c’è.
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