Gioco
Un po’ narciso ma segna E ora Murilo scalpita: «Carichi per il debutto»
LIVORNOMurilo Otavio Mendes, classe ‘95 da Belo Horizonte, il ragazzo che vestì l’amaranto per la prima volta, al campo del Picchi in Banditella. Precampionato dell’ultima stagione di un Livorno in...
LIVORNO
Murilo Otavio Mendes, classe ‘95 da Belo Horizonte, il ragazzo che vestì l’amaranto per la prima volta, al campo del Picchi in Banditella. Precampionato dell’ultima stagione di un Livorno in serie A, con Nicola in panchina. Si decise di darlo in prestito all’Olahense, serie A portoghese, in compagnia di Bigazzi. Lasciava già intravedere buone doti tecniche, abbinate alla velocità. Talento ritenuto troppo acerbo. Come forse Borja che ammuffì tutto l’anno in tribuna.
Adesso è una delle scommesse - da vincere - del club di Aldo Spinelli. E può essere questa, la stagione della sua consacrazione, lui che ha già ricevuto un timido interesse del Parma a gennaio scorso. Ieri, l’attaccante è tornato sull’impegno contro gli orange: «È stato importante per tutti noi stare in campo per gli interi 90’. Gara tosta, contro una Pistoiese che sapevamo ci avrebbe messi in difficoltà. Il match è servito per affinare la gamba in vista del debutto di Pescara».
Un brasiliano con il gol nel sangue, che se decide essere giunto il momento di regalare 5’ di follia, ti ribalta la partita da solo (ricordate Pontedera?), uno che nelle ultime amichevoli è diventato capocannoniere della squadra (con Giannetti che lo segue a ruota), grazie alla doppietta contro la veronese Virtus e al bel gol di testa segnato sabato alla formazione di Indiani, tuffandosi a meraviglia sul traversone di Valiani. Lui, che ora si è sposato ed è più tranquillo, lui che tuttavia è sempre troppo narciso e pensa spesso alla giocata ad effetto e che invece deve ricordare il consiglio di Lucarelli: «I gol son tutti buoni. Negli annali, ti ricordano solo per le cifre e non per il gol spettacolare». —
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