Il Tirreno

Livorno

al meazza una gara dai due volti 

Inter senza un’anima mezz’ora da lepre poi è tempo di Toro

I nerazzurri di Spalletti dominano all’inizio, poi si spengono e la vetta è già lontana. Punto d’oro per i granata di Mazzarri

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MILANO

Dopo la brutta partenza con il Sassuolo, l’Inter non riesce a rispondere sul campo alle prime polemiche in una gara dai due volti.

Dopo un primo tempo dominato, contro un Toro mai veramente in partita, lento e prevedibile, nella ripresa i granata di Mazzarri si trasformano e risalgono dal 2-0, sfiorando anche la rete del successo, mentre il calo dei nerazzurri è evidente. Il campionato è appena iniziato, ma l’Inter è già lontana dalle prime.

Sono in sessantamila al Meazza per la prima gara interna dei nerazzurri. Il tecnico di Certaldo sceglie il 4-3-3 con Vrsaljko e D'Ambrosio esterni, De Vrij e Skriniar al centro; Asamoah, Brozovic e Vecino a centrocampo; in attacco, Perisic e Politano accanto a Icardi. Solo panchina per Nainggolan e Lautaro Martinez. Dall’altra parte l’ex Mazzarri schiera un Toro con qualche novità. A centrocampo, spazio a Soriano al posto di Baselli, mentre come esterno di sinistra Ansaldi vince il ballottaggio con Berenguer. Zaza va in panchina.

Bastano sei minuti all’Inter per mettere le mani sulla partita.

L’asse è quello dello scorso anno, con Icardi in veste di uomo assist e Perisic a mettere la palla dentro al volo. E la rete non cambia l’inerzia della gara, con il Toro che, lento e prevedibile, non riesce a reagire, limitandosi a palleggiare senza attaccare la profondità. Mazzarri a metà primo tempo è anche costretto a togliere Ansaldi, infortunatosi in uno scontro con Vrsaljko, e ad inserire Ola Aina.

Così l’Inter ringrazia e, dopo un paio di belle giocate di Politano, trova il raddoppio. Punizione dalla tre-quarti battuta proprio dall’ex Sassuolo: de Vrij di testa insacca alle spalle di Sirigu (32’). La squadra nerazzurra è padrona del campo, ogni azione è un pericolo per la retroguardia del Toro.

La squadra di Mazzarri si vede per la prima volta dalle parti di Handanovic al 39’: Moretti crossa da sinistra, colpo di testa di De Silvestri, tra le braccia del portiere. Nel finale di tempo Iago Falque calcia una punizione dal limite che esce di poco (45’).

Nessun cambio per le due squadre ad inizio ripresa, con il Toro che prova a osare qualcosa in più, mentre l’Inter controlla senza grande affanno e si limita a gestire il doppio vantaggio.

Ma, d’improvviso, la gara si riapre. Gran lancio di 30 metri di un sontuoso Iago Falque, la difesa nerazzurra è sorpresa, Handanovic sbaglia completamente l'uscita, e Belotti segna a porta vuota (55’). E qui il Toro inizia a crederci, anche se non è assistito da una grande lucidità.

I due tecnici cambiano qualcosa: fuori Soriano per l’ex Ljajic nel Toro, ecco Dalbert per Asamoah nell’Inter, che passa al 4-2-3-1. Ma la gara è cambiata e si vede: ora i padroni di casa non riescono più a tenere in mano il gioco e il Toro prende coraggio. Così arriva il pareggio: Iago Falque serve Ola Aina, Meitè, uno dei migliori, arriva a rimorchio e scarica un sinistro che Handanovic tocca appena, la palla sfiora il palo ed entra (68’). Spalletti non ci sta e manda in campo Keita, fuori Vrsaljko.

Il finale è più granata che nerazzurro. In un minuto prima Ljajic, poi Belotti, sfiorano la terza rete. L’Inter prova a pungere con un contropiede di Keita per Icardi, ma Sirigu è bravo con i pugni a deviare in angolo (84’). Lo stesso Sirigu si ripete su una botta di Perisic (92’). La stanchezza piano piano, Belotti va a terra per i crampi, spegne le ultime velleità delle due squadre. Il punto è più prezioso per il Toro, reduce dalla sconfitta con la Roma, che per l’Inter, che ancora deve trovare un’anima e vede già la vetta allontanarsi. —

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di Redazione web