Il Tirreno

Livorno

«CR7 mette il turbo al motore della Juve, il Napoli è lontano»

Giorgio Carlini
«CR7 mette il turbo al motore della Juve, il Napoli è lontano»

Il Maestro di Volpara vede l’ottavo scudetto: «Ma i bianconeri sono ossessionati  dalla Champions. Le inseguitrici? Nerazzurri e rossoneri davanti a tutte»

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«La Juve va per l’ottava meraviglia: è la super favorita per lo scudetto, anche se quest’anno avrà l’ossessione della Champions. L’Inter proverà a darle fastidio, ma pagherà l’assenza di un giocatore capace di risolvere una partita in bilico con un’invenzione. E sai chi ce l’ha un giocatore del genere? Il Milan, con il tanto vituperato Higuain». E ancora: «La Lazio è interessante, la Roma non mi entusiasma, il Napoli meno che mai: dopo essere stata l’eterna seconda, potrebbe essere la delusione del torneo».

Parole e musica di Corrado Orrico, fine conoscitore di calcio, opinionista sferzante e mai banale sulle colonne del Tirreno (dove da anni tiene la sua “Gabbia”) come anche in televisione, ospite del Calciomercato di un altro toscano doc come il pistoiese Alessandro Bonan.

Come ogni estate, è la splendida location del Pancino 2, ristorante a Marina di Massa, a fare da cornice all’intervista al “Maestro di Volpara”, a pochi giorni dal via del campionato. Un torneo che potrà vantarsi di vedere all’opera il più forte giocatore al mondo, e che pare rivitalizzato anche dai colpi di mercato delle inseguitrici della Juventus. Orrico, sempre fuori dagli schemi, traccia i suoi pronostici non risparmiando a nessuno elogi, critiche e osservazioni pungenti.

Mister, partiamo dal fattore CR7: si sarebbe mai aspettato di vederlo nel nostro campionato?

«Nel momento in cui Ronaldo ha espresso la volontà di lasciare il Real, la destinazione Juve era la più logica. Perché in Europa non c’erano molte altre squadre disposte a pagare 350 milioni per un giocatore di 33 anni. La Vecchia Signora ha messo a segno un colpo formidabile, ma a quelle cifre era una delle poche società che poteva permetterselo. Se è un salto di qualità per il calcio italiano? Non esageriamo. La vedo più come un’opportunità che si è creata grazie alla volontà del giocatore e del suo procuratore. La Juve è stata brava a non lasciarsi scappare l’occasione. Se c’è un aspetto che mi frena dall’alzarmi in piedi e applaudire, è però quello legato ai costi di un’operazione fuori dalla logica di un Paese in difficoltà come il nostro. Sono sicuro che se ci fosse stato l’avvocato Agnelli, non avrebbe dato il suo benestare. Ma se ci limitiamo all’aspetto sportivo, è un colpo senza precedenti. Sul campo, Ronaldo di anni ne dimostra 25. La sua forza non è solo tecnica, ma anche mentale. È un passo avanti a tutti, è “imprendibile” anche quando gli avversari vorrebbero bastonarlo, come facevano con Maradona. Metterà la sua impronta sul nostro calcio per i prossimi 4 anni».

Per un “Alieno” , la Juve ha sacrificato un “Pipita”. Che ne pensa dell’altra grande operazione che ha coinvolto anche Bonucci e Caldara?

«Penso che la partenza di Higuain sia un vero peccato per i bianconeri. Prendi un giocatore da 30 gol e ne vendi uno da 20? Non ha senso. I due avrebbero potuto coesistere e con loro avrei messo anche Douglas Costa e Dybala. I problemi li avrebbero avuti gli avversari, altroché! Prova tu a fermare una manovra offensiva del genere. Se con Higuain la dirigenza ha sbagliato, bene ha fatto invece a riprendersi Bonucci. Negli ultimi anni la società si era caratterizzata per comportamenti da “Santa Inquisizione” con i “ribelli” . Stavolta ha dimostrato una lungimiranza che va oltre l’istinto. L’istinto aveva portato a vendere Bonucci, la maturità e l’intelligenza hanno fatto sì che riaprissero le porte al giocatore. Perché Bonucci è un grande difensore, già formato, non di prospettiva come Caldara. E la Juve vuole vincere subito. Ha fame di Champions League e si è riportata a casa uno dei centrali più forti, scavalcando le resistenze dell’ambiente e i mugugni della tifoseria. Vedrete che sarà stata la scelta giusta». —

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