Gioco
Lucarelli: «Voliamo bassi e lottiamo, il mio destino dipende dai giocatori»
l’IntervistaLIVORNOÈ il suo esordio in conferenza stampa alla vigilia di una partita ufficiale. Cristiano Lucarelli fa il punto sulla sua squadra. «I ragazzi hanno lavorato tantissimo ma sanno che...
l’Intervista
LIVORNO
È il suo esordio in conferenza stampa alla vigilia di una partita ufficiale. Cristiano Lucarelli fa il punto sulla sua squadra. «I ragazzi hanno lavorato tantissimo ma sanno che hanno seminato per affrontare una stagione di 42 partite. La costituzione fisica di molti elementi è pesante e all’inizio potremmo avere qualche difficoltà in più nella brillantezza».
Nell’amichevole col Picchi si è notata una propensione ad attaccare sulla sinistra.
«Una situazione comune per tutte le formazioni fatte di calciatori destri. La manovra tende a svilupparsi verso l’interno, per sfogare poi meglio a sinistra. A destra, specie nel primo tempo, con Parisi, abbiamo fatto bene. È mancato a volte Diamanti: Alino avrebbe avuto la sovrapposizione dell’esterno che sarebbe andato al cross. Porcino, dall’altra parte, è avvantaggiato: conosce i movimenti che voglio».
Il Livorno ha cambiato molto rispetto alla squadra che ha vinto la serie C.
«Una rifondazione totale. 16 nuovi giocatori, che diventeranno 19 quando la società tornerà sul mercato dopo aver sfoltito la rosa. Vedere già certi movimenti e un gruppo disposto al sacrificio, mi basta per essere soddisfatto».
La Casertana è rivale di categoria inferiore, ma “vera”.
«La mia bestia nera. Mi hanno battuto sia all’andata che al ritorno nel torneo scorso».
Sensazioni per la prima panchina amaranto?
«Più che la prima panchina di Lucarelli, vorrei contasse come la prima partita di chi indossa una gloriosa maglia. Da come faranno i ragazzi dipenderà il mio destino. A tutti auguro di entrare nel cuore dei nostri tifosi».
Come si vive, allenando la squadra che più si ama?
«Molto dipende dalle aspettative. Un conto è l’entusiasmo che c’è, un conto è l’obiettivo che ci siamo posti. Il suo nome è salvezza. Ho parlato di 50 punti, un po’ al di sopra dei 45 che negli ultimi anni hanno permesso la permanenza in categoria. Il Livorno torna in B da matricola: se i tifosi ci fanno lavorare tranquilli, rispetteremo il programma e anch’io vivrò bene il mio ruolo».
Quindi, volare basso…
«Se chi arriverà alzerà l’asticella, meglio. State certi che se capita l’occasione, nessuno si tira indietro».
Quanta livornesità c’è, in questa squadra, a parte la sua e quella di Protti?
«Mazzoni, Luci, Valiani che è molto integrato, e poi Gasbarro e Gonnelli. Livornesi che però voglio più di scoglio».
E i nuovi?
«Hanno capito dove sono arrivati. Tutti scelti per doti morali importanti e compatibili con la piazza. La nostra maglia non è per tutti. Ho spiegato loro che giocare a Livorno è facile. Non si chiedono giocate da campioni. Ma si pretende che all’uscita dal campo, si consegni la maglia sudata».
Con Spinelli, l’ultima volta che vi siete sentiti è stato dopo la sconfitta di Fiumalbo con il Ravenna?
«Sì. E mi ha detto di stare tranquillo. È informato su tutto. Sarei più preoccupato se mi telefonasse ogni giorno».
FLAVIO LOMBARDI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
