Gioco
Ale Lucarelli è l’Igor Protti del Parma Abbruscato e Filippini nel club azzurro
Il fratello di Cristiano è diventato Club Manager, Emanuele vice ct nell’Under 17, Elvis dell’Under 18
LIVORNO
Ci si accorge del passare del tempo quando i giocatori appendono le scarpe al chiodo e poi diventano dirigenti o allenatori. Negli ultimi giorni il passo dal campo alla scrivania l'ha fatto, per esempio, Alessandro Lucarelli. E' notizia dell'altro ieri il suo ingresso nello staff del Parma, la società di cui è diventato una bandiera.
La storia di Ale con la maglia dei Ducali è romanzesca: 10 anni, 350 presenze di cui 333 in campionato. La discesa nell'inferno della serie D e la storica risalita-record dalla massima categoria dei dilettanti alla Serie A in tre anni, una scalata che mai nessuna società in Italia era stata capace di compiere.
Lui, la fascia di capitano con il numero 6 se la è addirittura tatuata su braccio sinistro perché certi amori sono per sempre.
Dal 2 agosto è il Club Manager del Parma. Dispenserà consigli, aiuterà la squadra, la farà sentire meno sola dopo il suo addio al calcio.
Lui sta al Parma come Igor Protti sta al Livorno. E abbiamo detto tutto.
Per un figlio di Livorno che qui non è stato apprezzato per come avrebbe meritato e che ha trovato il successo altrove, ci sono altri due ex amaranto che da allenatori sono entrati addirittura nello staff tecnico dell'Italia: Elvis Abbruscato ed Emanuele Filippini. Il primo, classe 1981, giocò nel Livorno nella stagione 2000/01. Fu prelevato in prestito dal Verona. Era il primo anno di Osvaldo Jaconi, il Vodz che ci avrebbe fatto sognare. Davanti aveva Protti e Lorenzini e fece fatica a trovare spazio. Alla prima occasione, però, la mise dentro: proprio contro l'Arezzo che poi - scherzi del destino - sarebbe diventata la squadra del decollo verso una carriera assai prestigiosa.
Salutato il calcio giocato, due anni e mezzo fa ha iniziato la carriera di allenatore in Seconda Categoria nel Via Emilia. Poi la grande chance – manco a dirlo – con l'Arezzo che gli affidò la panchina della Berretti e il ruolo di secondo dietro a Claudio Bellucci (altro ex amaranto). Dopo l'esonero di quest'ultimo, Abbruscao è rimasto anche con Pavanel e ha condotto l'Arezzo a una salvezza miracolosa.
Taciturno fin quasi ad essere schivo, è però serissimo e competente. E questi meriti, oltre al patentino di allenatore, gli sono valsi la chiamata nei ranghi federali. E' il vice di Franceschini nell'Under 18 che il 7 e il 9 agosto giocherà una doppia amichevole con la Slovenia (prima a Pordenone e poi in trasferta).
Tutta da raccontare è la storia di Emanuele Filippini che per qualche tempo - dopo aver lasciato la maglia amaranto - è rimasto a Livorno nella sua casa al Castellaccio, con una delle viste mare più belle.
Poi però ha iniziato a girare il mondo. Conseguito il patentino di allenatore di prima categoria (che consente di allenare in serie A) nel 2012, il Gemello E si è fatto le ossa nelle giovanili del suo Brescia prima di un'avventura all'estero sulla panchina dell'Under 20 del Kenia.
Nel 2016 è di nuovo su una panca italiana, quella dell'Adrense che conduce alla promozione in Eccellenza. T
ipo tosto sul campo, Emanuele è grintoso anche in panchina e dicono che dai suoi giocatori pretenda moltissimo. Fa benissimo nel 2016/17 in D con il Ciliverghe, prima di andare al Rezzato.
A marzo scorso, sulla panchina dei bresciani, gioca contro il Trento guidato dal fratello Antonio in una partita resa storica dal confronto tra gemelli. A luglio gli è arrivata la telefonata del tecnico azzurro dell'Under 17 Carmine Nunziata, suo compagno di squadra ai tempi del Brescia per una storia azzurra e tricolore da vivere tutta d'un fiato.
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