Gioco
Si rivede Aldo Dolcetti: dal Pisa di Anconetani alla preparazione di Cristiano Ronaldo
il personaggioColpo dello starter per l'avventura italiana di CR7 alla Continassa di Torino. Ad attendere Cristiano Ronaldo per la prima seduta di allenamento, con la tuta bianconera della Juventus,...
il personaggio
Colpo dello starter per l'avventura italiana di CR7 alla Continassa di Torino. Ad attendere Cristiano Ronaldo per la prima seduta di allenamento, con la tuta bianconera della Juventus, sarà un tecnico pisano d'adozione, bandiera da calciatore nello Sporting Club di Romeo Anconetani. Parliamo di Aldo Dolcetti, da anni collaboratore di Massimiliano Allegri. In assenza del mister livornese, in tournèe negli Stati Uniti con il resto della squadra, sarà Dolcetti ad impostare la preparazione estiva dei reduci dal campionato mondiale in Russia. Se l'ex centrocampista (a Lucca nel 1992-93) avrà l'onore di guidare il calciatore più forte al mondo (o giù di lì), indirettamente il Pisa ha una piccola parte del merito. Infatti Dolcetti ha conosciuto Allegri nella stagione 1988-89, la seconda delle sue 4 annate in nerazzurro, condivisa con il labronico Max, all'esordio in A. La personalità di Dolcetti non si può racchiudere negli angusti limiti di un rettangolo di gioco: spiccano in lui la disponibilità al dialogo, la curiosità, la modestia e la continua voglia di imparare e di sperimentare, oltre i confini dell'ovvio e del già detto. Ecco perché inizia a lavorare nella Digital Soccer Project - fondata da Adriano Bacconi, pisano ed ex preparatore atletico nerazzurro - presentando in Rai un modo rivoluzionario di analizzare le partite sotto il profilo tecnico-tattico, mescolando statistiche, grafica ed una grande capacità di comunicazione. Oltre alle collaborazioni con le emittenti televisive (anche con la pisana 50 Canale), Dolcetti cura nella stagione 2004-05 una propria rubrica sul Tirreno dedicata al Pisa, "Vista dall'Aldo", geniale già nella scelta del titolo: «Perché Vista dall'Aldo? Mi è venuto così - si risponde da solo l'ex regista nel suo primo articolo - ma una spiegazione seria esiste, al di là del semplice gioco di parole che diverte e allude alla visione migliore, quella sopraelevata ad ampio raggio. Se da una parte c'è l'ammissione di una distanza da chi vive lo spogliatoio, dall'altra, proprio perché da lontano si può osservare meglio, sottolinea un punto di vista in cerca d'equilibrio. Questa è una piccola lezione regalatami tanti anni fa da un pittore pisano, Enrico Fornaini».
Il legame con la città della Torre pendente ricorre sempre, testimoniato dalla scelta di collocare la sua residenza a Fauglia, "buen retiro" lontano dalla luce abbagliante dei riflettori. Dolcetti è sicuramente la persona giusta per accogliere un campione che cerca di ambientarsi in un paese straniero. Le sensazioni di Cristiano Ronaldo saranno le stesse che l'allenatore bresciano (nato 52 anni fa a Salò) ha provato sulla sua pelle, quando non ha esitato a fare le valige in direzione Ungheria, all'Honvéd (la squadra del mitico Ferenc Puskàs) nel 2005-06 e nel 2008 al Siofòk e momentaneamente alla MTK Budapest, prima di tornare in Italia alla guida della Spal. «Lo staff è interamente ungherese e non ho nessun interprete», ci confessava Dolcetti in un'intervista. Per CR7 l'impatto con l'Italia sarà senz'altro più soft. —
MASSIMO BERUTTO
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