Il Tirreno

Livorno

campionati Europei a Glasgow 

Nella terra di Braveheart l’Italia del nuoto parlerà ancora livornese

Andrea Masini
Nella terra di Braveheart l’Italia del nuoto parlerà ancora livornese

Turrini, Sara Franceschi, Ciampi, De Memme e Fangio In Scozia anche i tecnici Morini e Stefano Franceschi

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LIVORNO

Cinque e cinque. Cinque nuotatori a Rio 2016, altri cinque ai campionati Europei in programma in Scozia, dal 3 al 9 agosto a Glasgow: la crema del nuoto si sposta al Tollocross Internazional Swimming Center, splendido impianto che nel 2014 fu sede dei Giochi del Commowealth.

Nel menù, raffinatissimo, la 34esima edizione del massimo evento continentale, appuntamento clou della stagione 2018 che spalancherà le porte sul biennio che porterà al Mondiale di Gwangju (Corea del Sud) nel 2019 e l’anno successivo alle Olimpiadi di Tokyo.

Sette giorni di emozioni nella terra di Braveheart, 677 nuotatori iscritti, 43 podi da assegnare e una nazionale italiana che è pronta a ruggire, nonostante le pesanti assenze di Gabriele Detti, Silvia Di Pietro e Niccolò Martinenghi: il direttore tecnico Cesare Butini ha apparecchiato la vasca per oltre 40 atleti (e 189 presenze gara), di cui 5 livornesi tanto per non perdere il vizio. Cinque leoni (sarebbero stati 6 con Detti per un record senza precedenti...), a cominciare dal capitano dell’Italnuoto Federico Turrini, Sara Franceschi, Matteo Ciampi, Martina De Memme (tutti membri del Nuoto Livorno) e Francesca Fangio, quest’ultima svezzata nelle corsie di via Allende salvo poi trasferirsi al Team Lombardia, senza dimenticare i tecnici federali Stefano Morini e Stefano Franceschi. Ragazzi con obiettivi diversi, ma con lo stesso sangue labronico pronto ad straripare e stupire sopra un palcoscenico di primissimo livello con molti dei protagonisti dei Giochi di Rio 2016 e dei Mondiali di Budapest 2017 vedi il primatista mondiale della rana Adam Peaty, l’azzurro Gregorio Paltrinieri, Federica Pellegrini, Pernille Blume, Katinka Hosszu, Sarah Sjostrom e il neo primatista del mondo nei 50 farfalla Andrji Govorov.

Difficile, ma non impossibile, migliorare il medagliere di Londra 2016, quando l’Italia fu terza alle spalle di Gran Bretagna e Ungheria con cinque ori, sette argenti e 5 bronzi, vincendo però la classifica per nazioni. Difficile perché manca una pallottola del calibro di Detti, possibile perché questa nazionale a Tarragona (Giochi del Mediterraneo) ha dimostrato di avere parecchi attributi. —

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