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Dagli Scarronzoni agli eterni Montano Livorno conquista la medaglia n° 550

Flavio Lombardi
Dagli Scarronzoni agli eterni Montano Livorno conquista la medaglia n° 550

Giannone (Coni): «Il palmarès crescerà ancora con gli Europei di nuoto e atletica, ma servono strutture»

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LIVORNO

Festeggia la medaglia numero 550 che un atleta della nostra provincia porta a casa. Medaglie pesanti, assolute, cioè ottenute a livello seniores. Olimpiadi, campionati del mondo o europei. È l’argento cinese nella scherma, ottenuto da Aldo Montano.

Giovanni Giannone, delegato Coni di Livorno, festeggia e con orgoglio tiene a precisare che non è finita. «Certe discipline non hanno ancora terminato la loro attività, possiamo presto alzare ulteriormente l’asticella con gli europei di nuoto e atletica leggera».

«Stiamo attraversando una fase importante - continua Giannone -. Da una parte, la promozione della squadra di calcio in B, poi il volley maschile che torna a certi livelli, in A2. E’ una congiuntura favorevole».

Con un pizzico di orgoglio, ecco che torna buono il tema sportivo dell’edizione di quest’anno di Effetto Venezia, con lo spettacolo di “Zorro” Zorzi ex pallavolista ai tempi di Velasco coach, la presentazione di un libro su Pantani che lascia coniugare l’aspetto prettamente sportivo a quello culturale. Per non parlare dell’esposizione ai Bottini dell’Olio di tanti cimeli preziosi. Come quelli dell’Unione Canottieri Livornesi, del Circolo Fides.

Il pensiero di Giannone è anche rivolto ai benefici che lo sport può portare. Come l’aspetto economico e di conseguente ricchezza sul territorio attraverso il turismo sportivo. Livorno potrebbe diventare un polo d’eccellenza per tante federazioni, invogliate anche a portare eventi di prestigio. Come i campionati mondiali di scherma categoria Master o ai primi dell’anno, la nazionale di basket che verrà a giocare al PalaModigliani. Ci guardano, c’è attenzione. Ma secondo Giannone, bisogna crederci tutti. «Creare un volano attorno allo sport; se tutti quanti ci riusciamo, forse avremmo ottenuto un grande risultato. Se continuiamo invece a guardare l’orticello, si va poco lontani».

Non dimentica neppure i tanti semplici appassionati che dall’estero, sfruttando il clima favorevole, potrebbero giungere in città e dedicarsi a molte discipline. «C’è la possibilità di diventare il top anche nell’atletica per esempio, sfruttando la scia del giovane campione europeo Giovanni Finocchetti o la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo, Picchiottino. La Fidal tuttavia sta facendo allenare proprio da noi la vice campionessa del mondo, Noemi Stella. Questo significa che se si cresce, dimostrando la qualità anche dei tecnici, possiamo fare bingo su più fronti. Mi viene in mente il nuoto con una società storica, un tecnico come Morini e Franceschi che ci sono invidiati da tutti. Un bel centro di preparazione anche in questa disciplina, approfittando la presenza livornese di molti atleti nel giro della nazionale. Anche il tennis si sta muovendo». Tutti alla foresteria del centro Coni di Tirrenia? «Impossibile, perché c’è la precedenza per alcune federazioni che ci stanno in maniera permanente». La ricetta, diventa semplice. «Occorrono strutture di accoglienza, serve volontà di dare spazio a qualche imprenditore che voglia investire in questo settore. Va fatto un piano per nuove strutture. Gli sport rotellistici, più volgamente detti pattinaggio, mi denunciano in continuazione che nonostante la grande tradizione, non si riesca ad allenarsi in un ambiente coperto, dovendo fruire, in orari strampalati della Bastia. Una pista, che costa il giusto, risolverebbe tutto. Si deve investire - prosegue -, ci vuole impegno del Coni, dell’amministrazione, del Credito Sportivo per risolvere questi nodi. Il volley ha l'esigenza di sistemare i suoi giocatori. Dove li manda? In albergo? Ecco perché serve pensare a quello che non c’è». Livorno potrebbe diventare un polo d’eccellenza anche per il recupero da infortuni. C’è un progetto, avveniristico, frutto di studi con il Sant’Anna, portato avanti dall’ortopedico, ex azzurro del martello, Antonio Augusti. Potremmo diventare pure un centro mondiale a livello sanitario-fisioterapeutico. La medaglia numero 550 di Montano, è una vetrina che non ha nessuno. —

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