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Sfumano Pjaca e Pasalic, mercato viola al palo

BRUNELLA CIULLINI
Sfumano Pjaca e Pasalic, mercato viola al palo

I grandi colpi per rinforzare una squadra che sperava nell’Europa League sono saltati. E i tifosi ora tornano a ruggire

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FIRENZE. La Fiorentina si ritira dalla corsa per Marko Pjaca. Il club viola lo fa trapelare nel giorno conclusivo del ritiro di Moena. Dopo Pasalic, finito nei radar dell’Atalanta, l’altro conclamato obiettivo di mercato evapora come nuvole dopo un temporale. Il motivo? Lo stesso che ha portato la Fiorentina e il suo responsabile dell’area tecnica Corvino a rinunciare al centrocampista del Chelsea, ovvero economico.

La distanza è divenuta sempre più insanabile tra la richiesta dei due club per Pjaca e Pasalic: la società bianconera esige che nella trattativa per l’attaccante croato vice campione del mondo – ritenuto dalla Fiorentina il rinforzo ideale per completare il tridente d’attacco con Simeone e Chiesa – venga inserito l’obbligo di riscatto a 25 milioni, euro più euro meno. In pratica la stessa cifra sborsata due anni fa per prendere il giocatore. Il club viola però attraverso Corvino ha sempre risposto di essere disposto a trattare sulla base del prestito magari oneroso (offrendo due milioni) ma con diritto di riscatto, senza obbligo. E su questa posizione il direttore viola è sempre rimasto senza cambiare di una virgola. Pur avendo ottenuto da tempo la disponibilità dell’attaccante al trasferimento a Firenze (di qui i suoi rifiuti ad ora a emigrare in Premier League) come pure quella del suo entourage con cui Corvino vanta ottimi rapporti, la trattativa si ferma per mancanza di budget. E non è un caso che nelle ultime ore sia entrata su Pjaca con decisione la Sampdoria pronta ad accontentare le richieste della Juve.

Inutile dire che questa nuova frenata sul mercato, questa rinuncia ad un altro obiettivo che sembrava in arrivo stando ai segnali (evidentemente troppo ottimisti) lanciati dai viola nelle scorse settimane, finirà per aumentare ancor più le tensioni già presenti tra la tifoseria e i Della Valle. La dura presa di posizione degli ultras della Fiesole tornati a ruggire qualche giorno fa la loro insoddisfazione nei confronti dei proprietari viola, cui ha fatto seguito l’altro ieri il comunicato di adesione del club Viesseux della curva Ferrovia, è la conferma che la tregua sancita dopo la tragedia di Astori si è spezzata. Pioli ha ribadito da parte sua e dei propri giocatori la promessa di massimo impegno sempre e comunque («Speravo che certi problemi tra tifosi e proprietà si fossero esauriti»), ma ha anche aggiunto di aspettarsi qualcos’altro dal mercato.

Se sarà Pjaca chi allora? De Paul (ma l’Udinese dovrà abbassare la richiesta di 10 e passa milioni), Edmilson o le fascinose ma difficilissime suggestioni che si chiamano Berardi e El Shaarawy? Inoltre c’è da sfoltire la rosa: Maxi Olivera (River), Saponara (Parma?), Eysseric (Saint’Etienne o Marsiglia). E c’è attesa per Rebic da cui il club viola può ottenere il 50% di percentuale sulla cessione. Intanto la squadra farà due giorni di riposo e riprenderà mercoledì (possibile presentazione di Ceccherini) prima di partire il 27 luglio per la Germania per la “Cup of Traditions” contro Duisburg, Athletic Bilbao e Fulham. —

BRUNELLA CIULLINI.

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