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Bogdan entra già a muso duro «Io, il cattivo che va in guerra»

Alessandro Bernini
Bogdan entra già a muso duro «Io, il cattivo che va in guerra»

Primo allenamento in ritiro per uno degli acquisti più costosi dell’era-Spinelli «Qui per Lucarelli e per la serie B, in campo per me ci sono solo nemici»

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Una bestia. In senso buono, come diciamo noi a Livorno quando vedi un fisicone che ti impressiona. Ecco, Luka Bogdan ti impressiona sotto ogni profilo: per la personalità, per come parla, per quel fisico da giocatore rubato al basket, per la maturità. In attesa di vederlo anche sul campo, perché per ora ha svolto solo atletica.

Benvenuto Bogdan.

«Grazie. E visto che ci siamo ringrazio anche i dirigenti del Catania che mi hanno lasciato andar via, tutti i dirigenti del Livorno che mi hanno voluto e naturalmente mister Lucarelli».

Appunto, Lucarelli: il tuo primo sponsor.

«Mi fa piacere avere la sua stima. Lo scorso anno con lui abbiamo fatto un gran campionato, 70 punti e più di 20 vittorie sono numeri importanti. Ci è mancato solo di conquistare la serie B, ma me la sono presa con il Livorno».

La società ha speso oltre 800mila per il tuo cartellino: segnale di grande stima e di volontà di fare un investimento.

«Sì, mi piace l’idea di essere un investimento. Perchè sento di avere ancora grandi margini di miglioramento e stai sicuro che darò l’anima per il Livorno».

Si dice che gli attaccanti ti girino abbastanza alla larga.

«Mettiamola così. Fuori dal campo mi ritengo una persona buona, nello spogliatoio un rispettoso, ma in campo sono un cattivo. Ogni partita per me è una guerra, in campo gli avversari sono tutti nemici e non mollo un centimetro».

Detto così, diventi l’idolo dei tifosi del Livorno.

«Non sono tipo da promesse. Sono giovane e devo migliorare, ma di sicuro in campo do tutto. Saranno i tifosi a giudicarmi».

Pregi e difetti?

«Chiedi al mister. Lui sa tutto di me».

Impatto con lo spogliatoio?

«Mi ha colpito la voglia di lavorare, ma con mister Lucarelli non avevo dubbi. Con lui o lavori o sei fuori».

Ritrovi anche Vanigli, il tuo allenatore tattico a Catania.

«Sì, grande tecnico. Se sono cresciuto è senza dubbio anche merito suo».

La serie B è tanto più tosta della serie C.

«Lo so bene, ho visto tante partite. Mi piace il calcio italiano. Ma non mi spaventa la serie B, sono uno che ama le sfide e si allena al massimo per non perderle».

Sicuro di avere solo 22 anni?

«Sono cresciuto presto. Per giocare a calcio sono andato via di casa da giovane, ho la ragazza, diciamo che faccio vita da adulto. E penso che se vuoi essere un buon professionista, devi ragionare da adulto».

Se gioca con questa personalità, siamo in una botte di ferro. —



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