Gioco
Moscardelli, oltre alla barba c’è di più Ama l’Nba, la moda e segna tanti gol
I tifosi del Pisa già impazziti per il nuovo numero 9: «Sono un bomber e non un uomo immagine»
pisa
Barba lunga, gol, grande professionalità e una vita social molta attiva con ben 130mila followers su Instagram. Il Pisa riparte dalla personalità e dal carisma di Davide Moscardelli per cercare di dare l’assalto alla B. Un colpo pesante, visto che nonostante i 38 anni Moscagol (questo il suo nome su Instagram) è sempre decisivo. I numeri, anche negli ultimi anni, sono dalla sua parte: nelle quattro stagioni disputate in C dal 2014 ad oggi ha realizzato 52 reti con le maglie di Lecce ed Arezzo.
Due anni fa l’attuale diesse nerazzurro Roberto Gemmi lo aveva portato ad Arezzo, oggi crede ancora in lui: «Non ho portato Davide a Pisa per fare l’uomo immagine, sarebbe offensivo e riduttivo nei suoi confronti – ha detto Gemmi durante la presentazione. – È un aspetto che non mi interessa, io guardo al calciatore e credo che possa ancora essere decisivo» .
Moscardelli, infatti, ha dato un contributo determinante per trascinare l’Arezzo al terzo posto nel 2016-2017 e soprattutto nell’incredibile salvezza ottenuta nel maggio scorso. La tecnica non la scopriamo certo oggi, con la maglia del Chievo ha segnato gol da cineteca in serie A, ma in C Moscardelli oltre ai gol ha mostrato spirito di sacrificio e tanta corsa. Da vero capitano non ha abbandonato l’Arezzo quando sembrava a un passo dal fallimento rinunciando alle lusinghe del Pisa nel mercato di gennaio. In quel momento però scatta la promessa ai Corrado e con l’arrivo dell’estate c’è l’accordo con il Pisa nel giro di pochi giorni mentre è in vacanza a Ibiza.
Un contratto annuale, si parla di 100mila euro di ingaggio, più un opzione per il secondo anno. La barba lunga nasconde anche un po’ di timidezza: «Sono uno di poche parole, preferisco rispondere in campo». Quella barba tagliata solo per una scommessa quando passò dal Chievo al Bologna nel gennaio del 2014. In rossoblù le cose non andarono benissimo ma Mosca si è preso una rivincita: «Qualcuno disse che ero solo un personaggio, da quel momento ho segnato 59 gol», ha ricordato prima di andare a salutare i tifosi nerazzurri con la sua nuova maglia numero nove.
Adesso deve farsi perdonare il passato da autentica bestia nera del Pisa, prima con il Piacenza poi con l’Arezzo. Ma il pubblico pisano gli ha tributato anche una standing ovation il 10 dicembre scorso nonostante la doppietta rifilata alla squadra di Pazienza. Ma non c’è solo il calcio: grande appassionato di basket, in particolare di Nba dove tifa gli Houston Rockets di James Harden, guarda caso detto il barba. Per Moscardelli il look è stata fonte d’ispirazione per la sua linea d’abbigliamento: la Flyebeard. Su una maglietta si riconosce la sua sagoma sopra la frase che noia, che barba, antico tormentone degli indimenticabili Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Il calcio è un modo per non prendersi troppo sul serio e infatti la sua faccia diventa il simbolo della popolarissima pagina Facebook. Bomber, però, Moscardelli lo è davvero e spesso le sue grandi doti sono state sottovalutate, ma nonostante tutto all’età di 30 anni è riuscito a far la voce grossa anche in Serie A con la maglia del Chievo facendo piangere squadroni come Inter e Napoli. Un attaccante che gioca soprattutto per i compagni, ma 200 reti in carriera non sono poche Dopo una gavetta nel mondo dilettantistico, Moscardelli ha indossato le maglie di Sangiovannese, Triestina, Rimini (dove gioca assieme all’attuale allenatore nerazzurro Luca D’Angelo), Cesena, Piacenza, Chievo (con cui debutta in A), Bologna, Lecce e Arezzo. Un vero giramondo fin da quando è nato a Mons, in Belgio, il 3 febbraio 1980 quando la sua famiglia si trovava lì perché il padre era in missione per l’aeronautica militare: «Born in Belgium made in Italy», come scritto su un tatuaggio fatto sul braccio sinistro. Adesso Pisa aspetta i suoi gol per tornare a sognare. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
