Gioco
«Le amichevoli oltreoceano danneggiano l’allenamento Mercato più corto? Meglio»
L’INTERVISTATre campionati vinti da primo in classifica, con Juve Stabia, Avellino e Cagliari, negli ultimi nove anni, Massimo Rastelli è uno degli allenatori emergenti del nostro calcio. Chiusa l'esp...
L’INTERVISTA
Tre campionati vinti da primo in classifica, con Juve Stabia, Avellino e Cagliari, negli ultimi nove anni, Massimo Rastelli è uno degli allenatori emergenti del nostro calcio. Chiusa l'esperienza in terra sarda è in attesa della telefonata giusta.
Quanta amarezza c'è nel non iniziare la stagione in panchina?
«Questo è il calcio, dispiace soltanto essere stato esonerato, a Cagliari, al primo momento di difficoltà. Ho approfittato di questo periodo per aggiornarmi».
Veniamo ai ritiri, quanto è difficile nel calcio di oggi preparare la nuova stagione?
«Non ci sono difficoltà particolari, ogni mister porta avanti la sua metodologia di lavoro e la sua idea di calcio fin dai primi giorni di ritiro. Ovviamente rispetto a quando giocavo io sono cambiate tante cose, ma quelle basilari sono rimaste le stesse».
Negli ultimi anni si è sviluppato il fenomeno delle tournée estive, quanto sono d'ingombro?
«Darei al fenomeno una duplice valenza, a prescindere dal lato economico; sono utili per venire a contatto con nuove realtà e fare esperimenti anche dal punto di vista tattico, ma certamente i continui viaggi, con fusi orari e dagli sbalzi climatici, possono influire in senso negativo sulla preparazione in senso stretto».
Questo è l'anno post mondiale, con i giocatori che arriveranno alla spicciolata
«In queste situazioni l'allenatore deve essere bravo a calibrare i carichi di lavoro individualmente, in modo da portare gli ultimi arrivati a parità di condizione con gli altri nel più breve tempo possibile, facendogli così recuperare i 15-20 giorni di ritardo con cui arrivano. Lo stesso accade anche nel caso degli arrivi e partenze in corso d'opera dovuti al mercato; non è una situazione ideale, ma ormai fa parte del calcio moderno. Anche se devo dire che nelle mie esperienze ho sempre trovato grande disponibilità e professionalità sia dai nuovi arrivati sia da parte dei calciatori che non rientravano nel progetto della società».
In situazione del genere quanto è difficile dare un'impronta alla squadra?
«Non è semplice, con un andirivieni del genere, ma ormai è diventata una consuetudine; il top sarebbe avere a disposizione l'intera rosa già al momento del ritiro, ma ad oggi è pura utopia. Fortunatamente in questa stagione il mercato chiude il 16 agosto, per cui almeno nelle prime giornate di campionato la rosa sarà definitiva, rendendo più facile trasmettere il proprio modo di fare calcio». —
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