Italia
La marcia d’oro di Finocchietti: «Ora sogno le Olimpiadi»
Livorno, il neo-campione europeo della dieci chilometri under 18 adesso volerà a Buenos Aires. La gioia di babbo Iacopo: «Davide sul podio con l’inno emozione unica»
LIVORNO. La notizia è rimbalzata immediatamente nell’ambiente dell’atletica livornese, un’impresa quella portata a termine da Davide Finocchietti medaglia d’oro nel 10 chilometri di marcia ai campionati Europei Under 18ndi Gyor in Ungheria, a completare il trionfo italiano il secondo posto ottenuto da un altro italiano, il trentino Aldo Andrei. Dall’inizio si è capito subito che si sarebbe trattato di una gara tattica interpretata magnificamente dall’atleta di Massimo Passoni; la svolta dopo il settimo chilometro quando il folletto amaranto ha impresso il suo ritmo costringendo lo spagnolo Pedro Conesa, il rivale più ostico, a forzare i tempi con il risultato di rimediare il terzo cartellino giallo con la inevitabile sosta alla pit – Line.
Strada spianata per la coppia azzurra, Finocchiettti si presentava sul rettilineo di arrivo ancora al comando, Andrei era subito dietro, ma una sua rimonta ormai non sarebbe stata più possibile, l’amaranto tagliava il traguardo con un grido liberatorio di gioia chiudendo in 45. 01. 33. A bordo campo campeggiava uno striscione: “Forza folletto amaranto, Livorno è qui”, una gioia che ha accomunato tutti coloro i quali si erano portati nella cittadina ungherese. Intervistato a caldo il neo campione europeo ha esordito partendo da quell’urlo di gioia dove ci sono racchiusi tutti i mesi di preparazione .
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«Adesso non vedo l’ora di volare ai Giochi Olimpici giovanili di Buenos Aires. Siamo partiti piano, la mia strategia era restare dietro per poi cambiare passo nella seconda parte. Il mio allenatore mi ha consigliato in insistere sul ritmo e gli ho dato retta ciecamente. Con Aldo Andrei non ci conoscevamo bene, siamo stati in camera insieme dal raduno di Predazzo e ci siamo trovati bene in questa avventura».
Passoni ha raccontato che alla vigilia c’era la convinzione di puntare al successo, nonostante lo spagnolo Canesa fosse accreditato con un tempo migliore. «Abbiamo raccolto i frutti di una preparazione, lavorando al meglio, finalizzata ad ottenere questo obiettivo. La mia personale opinione resta quella che le medaglie ottenute a livello giovanile non contano niente se non hanno un seguito con una programmazione e con una preparazione rivolta al futuro, per Davide si tratta di un punto di partenza e non di arrivo».
Sprizza gioia babbo Iacopo che ha come unico rammarico quello di non avere con se anche la figlia impegnata negli esami di stato. «È stata un’emozione grandissima», dice dopo essersi sobbarcato un viaggio di 1000 chilometri. «Vedere Davide salire sul podio accompagnato dall’inno di Mameli con il tricolore che sventolava sul pennone più alto. Tutto questo per merito dello staff tecnico, del suo allenatore Massimo Passoni e di tutto l’ambiente della Libertas Runners Livorno, da parte della famiglia ci sarà sempre una funzione di supporto e di sopporto per progredire verso mete ancor più ambiziose».
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