Gioco
Meloni con 2.10 si aggiudica il Gran Galà “Drovandi”
Belli (Libertas) è buon secondo. Lemmi (Atletica Livorno) rinuncia per un infortunio, il favorito Chesoni si fa male subito
Livorno
La società biancoverde, organizzatrice dell’evento, aveva deciso di inserire il Gran Galà di salto in alto dedicato all’indimenticabile Vittoriano Drovandi, campione nella vita e campione nello sport, nel programma della sesta prova del Trofeo Gran Prix Fidaltoscanaestate che si è svolto al Campo Scuola. Una scelta, quella presa dall’Atletica Livorno, di programmare questa competizione - che nelle passate edizioni ha riscosso sempre unanimi consensi - all’interno di una giornata di gara e forse rivolta a ripensare a un orario diverso: i successivi spostamenti l’hanno però prevista alle ore 20, a fine delle altre prove, quando in molti hanno deciso di lasciare le tribune e di non spostarsi a bordo pedana per godersi lo spettacolo della competizione. Peccato. Sicuramente ne valeva la pena, visto il livello tecnico degli atleti e delle atlete in pedana.
Purtroppo il beniamino di casa, il biancoverde Andrea Lemmi, è stato costretto a rinunciare per un infortunio che l’aveva obbligato a saltare la settimana precedente anche la finale dei Campionati assoluti di società. Il saltatore dell’Atletica Livorno, molto legato al suo maestro Drovandi, si era impegnato a curare ogni minimo particolare, dalla musica per gli atleti al ristoro per i presenti. Purtroppo non è stato un “Drovandi” troppo fortunato, con l’atleta più atteso, Silvano Chesoni delle Fiame Oro di Padova, che ha fatto appena a tempo a scendere in pedana, al primo tentativo a quota 2,04, durante dopo lo stacco si accasciava a terra accusando un forte dolore al polpaccio. Ricordiamo che Chesoni, vicecampione europeo, vanta un record personale di metri 2,33, quest’anno aveva saltato 2,20 e nel 2014 subì un grave infortunio. In precedenza era stato costretto ad abbandonare anche il fiorentino Walter Ratano. La vittoria andava così a Eugenio Meloni del G.S. Carabinieri che valicava l’asticella a metri 2,10, cosa che non riusciva al giovanissimo junior Giacomo Belli (Libertas Runners) che si fermava a quota 2,07 (2,09 e podio ai recenti tricolori di categoria), due risultati da cui ripartire per tornare ad esprimersi su alti livelli; terzo classificato Davide Lingua del Cus Genova con 2,04; soddisfazione per l’altro concorrente della Libertas Stefano Borea tornato a sfiorare i 2 metri (1,99). Nella gara femminile il successo è andato a Bianca Devoto Garibaldi del Cus Pro Patria di Milano con 1,70 ; quarto posto per l’amaranto Sofia Carta, la junior della Libertas, anche lei con una caviglia in disordine, arrivava fino a metri 1,60. —
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