Gioco
Un paese e il suo bocciodromo Guasticce si scopre una famiglia
Giovani, anziani e tante donne: tutti insieme per un torneo in piazza E la vittoria premia il quartetto composto da Falleni, Nista., Profeti e Catuogno
Livorno
Bocce che passione. Uno sport per tutti, senza distinzione di sesso o età, in grado di regalare, benefici fisici e psicologici, in quantità industriale. A Guasticce, frazioncina di poco più di mille anime del comune di Collesalvetti, luogo di coesione sociale, buone idee e sindaci - entrambi di via della Colmata: Nicola Nista (dal 1999 al 2009) e Lorenzo Bacci (dal 2009 al 2019) - il gioco delle bocce sembra essere diventato lo sport per eccellenza, grazie a un bel bocciodromo o se preferiamo un pallottolaio, operativo nella piazzetta a ridosso del “Palazzone”.
A spiegare il perché di tanto interesse per le bocce è Umberto Del Signore: un giovanotto 84enne che, in occasione della festività di S. Ranieri - patrono del paesino - è stato tra i protagonisti di un torneo, destinato a rimanere nella mente dei compaesani per parecchio tempo: «È stato un torneo anomalo, con 12 squadre di 4 giocatori ciascuno. Un mix di giovanissimi, anziani e donne. Tante donne. Con la voglia di giocare e soprattutto divertirsi, senza eccessive velleità agonistiche. Per noi meno giovani inoltre il gioco delle bocce è una specie di ginnastica dolce, per mantenersi attivi e socializzare».
Ma torniamo al torneo. L’iniziativa è partita dal giovane parroco livornese, Don Ramon Guidetti, alla guida della parrocchia del paesino da meno di un anno (agosto 2017). A raccoglierla sono stati, in primis, il consiglio di frazione presieduto da Enrico Del Corso e l’ASD Palazzone. Una società quest’ultima nata, oltre 40 anni fa, con obiettivi sportivi (ciclismo) e che in seguito ha allargato i propri orizzonti a finalità ricreative e sociali. Una bella spinta propositiva all’iniziativa, inoltre, è arrivata anche dall’Afa, presieduta da Anna Schiavon, che, a beneficio dei cittadini, promuove e realizza programmi di attività fisica, finalizzati al miglioramento dello stato di salute e alla prevenzione della disabilità. Ad aggiudicarselo, al termine di tre intense giornate di gara, è stata la squadra composta da Gianfranco Agostini, Eleonora Agostini (la figlia), Francesco Barni e Giovanna Salvadorini che in un’accesa e applaudita finale ha battuto la compagine formata da Roberto Falleni, Francesco Nista, Simona Profeti e Stefania Cattogno.
Nella loro scia altre 10 squadre per un totale di 48 partecipanti. Tra loro ben 20 donne. Tra i più giovani il 15enne Giulio Picariello e inoltre Davide Leoni, Michele Barbato, Juan Mari Botteghi.
A capitanare la truppa dei più longevi, invece Ugo Gaccioli, un “giovanotto” di 93 anni di Ligonchio, ma da anni di casa a Guasticce, per parecchi mesi dell’anno, da quando, parecchio tempo fa, la figlia si è sposata con un guasticciano. Per la cronaca Gaccioli, non ha fatto la comparsa e ha messo in mostra colpi da campione. Anche perché da “innamorato cronico” di questo sport, a ridosso della sua casa di Ligonchio, si è costruito un bocciodromo personale. Al termine del torneo le premiazioni. E poi tutti a cena nella grande tavolata allestita nella piazzetta davanti alla chiesa. E tanta allegria: “Beata Vita di Paese”... —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
