Gioco
Chris Froome verso l’esclusione dal Tour de France Pronto il ricorso
L’atleta inglese dovrà chiarire il caso del Salbutamolo del settembre scorso quando la sostanza emerse dai test antidoping
PARIGI. La presenza di Chris Froome al centocinquesimo Tour de France di ciclismo, che scatterà sabato con prima tappa, da Noirmountier en l’Ile a Fontenay le Comte, è a rischio. Le Monde ha rivelato che l’Aso, la società proprietaria della Grande boucle, intende escludere l’inglese dalla corsa, se prima non verrà chiarito il caso del Salbutamolo, che pende su di lui come una spada di Damocle.
Il 7 settembre dell’anno scorso, durante la Vuelta poi vinta a discapito di Vincenzo Nibali, nei test antidoping ai quali Froome venne sottoposto venne rilevato un anomalo tasso di Salbutamolo: il corridore della Sky riferì di avere fatto uso di uno spray per curare l’asma e che dunque era tutto in regola. Nello sport, e anche nel ciclismo, la sostanza viene utilizzata soprattutto sottosforzo, a patto che si resti nei limiti consentiti. La Wada ha fissato la soglia di utilizzo, che prevede un’inalazione di 1.600 microgrammi per millilitro sulle 24 ore e non più di 800 nelle 12 ore; la concentrazione di Salbutamolo nelle urine non deve superare i 1.000 nanogrammi per millimetro, mentre in quelle di Froome si sarebbe arrivati a 2000. Da qui la notifica della positività del corridore, che adesso rischia di restare fuori dal Tour e dunque di dover rinunciare all’assalto alla doppietta Giro d’Italia-Tour de France, o addirittura alla tripletta, dal momento che ha vinto la Vuelta, ultima corsa a tappe del 2017. La squadra di Froome, la Sky, è pronta a presentare ricorso contro la probabile decisione degli organizzatori e martedì si potrebbe arrivare a un giudizio d’urgenza. Solo a quel punto, Froome saprebbe se può presentarsi alla partenza con il numero 1. —
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