Il Tirreno

Livorno

Pugni e libri: così Chiara sfida l’Europa

di Eva Bertolacci
Pugni e libri: così Chiara sfida l’Europa

Livorno, a 14 anni è già salita sul ring in Bulgaria: «Adoro questo sport, e ora penso al liceo»

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LIVORNO. “I sogni veri si costruiscono con gli ostacoli. Altrimenti non si trasformano in progetti, ma restano sogni”. È quello che avrà pensato Chiara Baldacci, classe 2004, quando è scesa sul ring bulgaro per il suo primo incontro internazionale. Non una roba da poco: erano gli Europei di pugilato e per lei si trattava dell’esordio in una competizione ufficiale. Il virgolettato appartiene a uno dei suoi autori preferiti, Alessandro D’Avenia, ma la “bimba”, oltre a coltivare la passione per la lettura (tra i suoi scrittori preferiti anche John Green) e le materie umanistiche possiede anche una sana passione per la musica: «Prima di un incontro ascolto i Prodigy perché mi danno la giusta carica, ma anche quando sono un po’ giù di morale». Ma prima c’è la boxe, naturalmente.

Com’è che una livornese di quattordici anni si ritrova catapultata su un ring bulgaro a difendere i colori della nazionale incrociando i guantoni contro l’ungherese Kovacs?

«I miei tecnici hanno fatto vedere un video in cui facevo da sparring partner al guanto d’oro Irene Spagnoli al tecnico della nazionale Giulio Coletta e lui ha deciso di convocarmi. Per me è stato fantastico, il primo giorno è stato il più difficile perché dovevo ambientarmi, poi ho fatto amicizia con delle compagne di nazionale ed è andata meglio. Sono uscita subito ai quarti di finale, ma mi ha permesso di fare esperienza e di migliorarmi sotto ogni profilo».

Hai iniziato col pugilato due anni fa, un po’ strano per una ragazza dodicenne…

«L’avvicinamento ai guantoni è stato per caso, i miei genitori avevano delle amicizie in palestra e iniziai questo percorso. Sono seguita dai tecnici Gianluca Urbani e Davide Giovannelli della KTA di Via Cimarosa e dalla nutrizionista Simona Lepore».

Cosa ti piace di questo sport?

«Che devi dare sempre il massimo, anche quando prendi i colpi, anche quando non sei perfettamente lucido devi essere in grado di prendere decisioni e agire».

Una voglia che non conosce ostacoli, quella di allenarsi e di continuare a salire sul ring.

«Sì, mi alleno sei volte a settimana tutti i pomeriggi, ma spero di aumentare…»

Certo, però c’è anche lo studio…

«Mi sono iscritta al Liceo Classico perché mi piacciono le materie umanistiche».

Allenamento, studio, senza poi dimenticare naturalmente tutto ciò che piace a una ragazza della sua età. Tanto lavoro insomma aspetta Chiara se vorrà togliersi delle soddisfazioni anche nel non semplice mondo della boxe. Ma per chi non ha paura del dolore tutto è possibile.

 

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