Il Tirreno

Livorno

«Prendo io il Livorno»: ora però Romano deve tirar fuori i soldi

di Alessandro Bernini

L’ingegnere ha fatto valere l’opzione ma servono 5 milioni il retroscena di uno screzio che può spiegare cosa c’è dietro

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LIVORNO. Salman Rushdie, che non è un attaccante ma uno scrittore indiano, un giorno disse: “ciò che è reale e ciò che è vero non sono necessariamente la stessa cosa”. Beh, oggi il Livorno calcio è esattamente in questa situazione.

Perché da una parte c’è Marco Arturo Romano che venerdì sera ha inviato una mail negli uffici di Genova alla famiglia Spinelli esercitando il diritto di rilevare quel 52% a 2milioni e 500mila euro (il 10% già ce l’ha), come da accordi stipulati qualche mese fa. Dall’altra c’è però un dato di fatto, ovvero che oggi la famiglia Spinelli resta al comando del Livorno. E se Romano vuole davvero diventare proprietario del Livorno (coi fatti e non per mail) deve tirare fuori soldi, tanti soldi. Un fiume di soldi visto che siamo nell’ordine dei 5-6 milioni di euro.

IL LITIGIO. Prima di spiegare ciò che sta succedendo, vi raccontiamo un retroscena. Perché è probabile che tutto derivi da questo.

Due giorni fa la famiglia Spinelli ha convocato un consiglio d’amministrazione per domani. E ha naturalmente dato la notizia anche a Romano. La volontà della famiglia Spinelli era di ricapitalizzare la società, ovvero immettere liquidità per 1 milione e 600mila euro. Cosa significava questo? Che Romano, dal niente, si sarebbe trovato a dover versare 160mila euro (avendo il 10%), mentre Peiani (al 20%) avrebbe dovuto versare 320mila euro. Peiani ha dato subito il suo ok dicendosi pronto a versare la cifra mentre, da quanto ci risulta, Romano non ha preso affatto bene questa decisione ed è andato quasi allo scontro con la famiglia Spinelli.

Poi, da un silenzio che profumava di rottura, è arrivata questa mail. Le cose sono due: o in un quarto d’ora Romano ha trovato un finanziatore d’oro (non voleva mettere 160mila euro e ora mette 5-6 milioni?) oppure si tratta di una mossa che profuma di ripicca. Una mossa che però, come vedremo, dei problemi può provocarli.

ROMANO E L’80%. Adesso, nei fatti, Marco Arturo Romano ha un mese di tempo per presentare questi 5-6 milioni di garanzie, cifra che si raggiunge mettendo insieme opzione per rilevare il 52%, fideiussione per iscriversi al campionato, alcuni pagamenti vari e soprattutto i fidi. Di certo la famiglia Spinelli (giustamente) non farà sconti.

E addirittura, Romano potrebbe pure salire dal 62% all’80% perché in ballo c’è un 18% sul quale l’imprenditore romano ha un’opzione. L’11 maggio infatti Romano doveva versare il 28% della quota di iscrizione al campionato ma dette solo il 10% (ovvero 75mila euro) riservandosi eventualmente di coprire il resto più avanti. Il tutto senza dimenticare che quel giorno, a Genova, Romano disse chiaramente che non era interessato a far valere l’opzione

E PEIANI... Sono numeri che in ogni caso non reggerebbero. Perché dubitiamo molto che Mirco Peiani resterebbe in una società nella quale comanda Marco Arturo Romano. Per cui sarebbe molto probabile una sua uscita completa.

NIENTE CDA. Direte voi: sì ma questo Consiglio di amministrazione previsto per domani? Romano sulla carta si dovrebbe presentare come minimo con 160mila euro per ricapitalizzare il suo 10%, se non addirittura con i 2,5 milioni di euro che servono per prendere la maggioranza come da accordo.

Di certo invece Romano non si presenterà oggi a Livorno (potrebbe esserci invece Roberto Spinelli) quando Mirco Peiani cercherà di chiudere l’acquisto del centro sportivo di Banditella (quello Piancastelli, non il Picchi).

La ricapitalizzazione serve anche per l’acquisto di tutti i seggiolini all’interno dello stadio (si parla di circa 300mila euro) per i quali il Comune non si è detto disponibile e spendere i soldi e dunque doveva intervenire la società per mettersi in regola con le direttive della Lega di serie B.

Adesso Marco Arturo Romano (che da due giorni non risponde al telefono e si trova in Sardegna alla convention degli sponsor della Lazio) deve far chiarezza. Ci sembra davvero il minimo. Ma intanto domani a questo Cda avremo le idee molto più chiare.

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