Gioco
Dal camp al “no” al Real «Livorno, ti aspetto in A»
Il tecnico della Juve e l’iniziativa in Banditella: «Un piacere stare con i bambini» Sugli amaranto: «Forza, è tornato l’entusiasmo. Sottil? Chi vince non si discute»
LIVORNO. Coteto-Madrid. Sì, il suo prossimo viaggio - tra il camp di beneficenza, la famiglia e le vacanze estive per un po’ di relax dopo il quarto double consecutivo - poteva essere in Spagna. «Il Real mi ha cercato, è vero, ma avevo già dato la mia parola alla Juventus e ho rifiutato», dice Massimiliano Allegri. Lo confessa in Banditella, tra le telecamere arrivate da tutta Italia e i bambini che si allenano alle sue spalle, in attesa che il tecnico bianconero entri in campo e giochi con loro: lo farà pochi minuti dopo, regalando emozioni uniche a tutti i baby giocatori - circa 150 - protagonisti nella quarta edizione del camp. «Ho ringraziato Florentino Perez (presidente del Real, ndr) - continua - ma avevo già parlato con la Juventus decidendo di andare avanti insieme. E sono contento della scelta fatta: stimoli e motivazioni non mancheranno, dobbiamo azzerare tutto e ripartire con la stessa fame. La Champions? Non deve essere un’ossessione. Le priorità saranno ancora una volta lo scudetto e la Coppa Italia, ma cercheremo di arrivare in fondo anche in Europa».
IL CAMP AL PICCHI. Poteva essere il primo italiano sulla panchina blanca, Allegri, invece ha scelto ancora la Juve e ora si gode «una settimana di relax» all’interno dell’impianto sportivo dell’Armando Picchi. «È un piacere stare in mezzo a tutti questi bambini - sottolinea - in un certo senso è come tornare ragazzini, qui conta solo e soltanto il divertimento. Questo camp significa tanto per me: intanto il ricavato sarà devoluto ad alcune associazioni del territorio, con particolare attenzione a chi ha perso tutto nella tragica alluvione di settembre, poi lo staff tecnico è composto da tanti amici che organizzano e gestiscono tutto, dunque la fiducia nei loro confronti è totale». E tra i tiri in campo insieme ai bambini e le foto con i tifosi bianconeri arrivati dalla provincia, c’è chi gli chiede del mercato. «Sono sereno, tranquillo - risponde - la società mi ha sempre messo a disposizione una squadra importante. Higuain? Spero resti. Milinkovic-Savic e Cancelo? Forti, ma sono di altre squadre. E il Mondiale? Mi piace la Croazia, ma è poco affidabile e quindi credo che vincerà una tra Francia, Brasile, Spagne e Germania». Sky, Mediaset e Rai chiedono anche di Golovin, la mezzala russa che flirta con la Juve. «Chi!? ’Un lo conosco nemmeno...». Sì, con quell’accento livornese che non nasconde neanche nelle interviste, figuriamoci mentre allena i baby portieri del camp.
IL LIVORNO RINATO. Non conoscerà Golovin, anche se sembra un bluff, ma conosce bene le dinamiche amaranto. E sa che «la promozione in B ha riacceso non solo l’entusiasmo della piazza, ma anche la passione e la voglia di Aldo Spinelli». «Il Livorno deve ripartire da qui - spiega Max - purtroppo tanti tifosi criticano il presidente da diversi anni, ma senza di lui sarebbe veramente dura: nel calcio di oggi non ci sono più figure del genere. Sottil? Chi vince non si discute. E lui ha vinto». Ora c’è una salvezza da conquistare in un campionato pieno di ostacoli e trappole, «ma il Livorno ha tutte le carte in regola per tornare presto in alto». E via con altre foto in mezzo ai bambini: per la casa blanca c’è tempo.
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