Gioco
L’Empoli conquista anche Ulivieri «Ha concetti e idee di gioco nuovi»
EMPOLI. Di successi ne ha raccolti tanti, di complimenti anche di più. E anche ora che il pallone si è fermato, almeno dalle parti del Carlo Castellani, l’Empoli targato Aurelio Andreazzoli continua...
EMPOLI. Di successi ne ha raccolti tanti, di complimenti anche di più. E anche ora che il pallone si è fermato, almeno dalle parti del Carlo Castellani, l’Empoli targato Aurelio Andreazzoli continua a ricevere elogi.
Anche non banali. Come quelli che agli azzurri e al loro condottiero sono arrivati dal numero uno degli allenatori italiani, Renzo Ulivieri, che li ha citati proprio come esempio positivo della stagione appena conclusa. «L’Empoli – ha spiegato il presidente dell’Aiac – ha portato novità sia sui concetti che sull'idea di gioco, soprattutto sull'intercambiabilità dei giocatori».
Niente male. Soprattutto se si pensa che sulla panchina siede un giovanotto di 64 anni (non a caso “nonno Aurelio” per i tifosi azzurri...). Che ora le sue idee innovative dovrà confrontarle anche sul palcoscenico più difficile, la Serie A. «Sarà una stagione estremamente difficoltosa – ha detto l’allenatore a Rimini, dove è salito in cattedra nel corso dell'evento “The Coach Experience” – ma lo sappiamo. Siamo pronti a confrontarci, sappiamo che le difficoltà saranno diverse rispetto all'ultima stagione».
Quello che Andreazzoli vorrebbe non molto diverso, invece, è proprio il suo Empoli. «Credo che l'intelaiatura debba essere trattenuta – ha aggiunto – poi la squadra deve essere rinforzata».
La linea è tracciata, insomma. E le idee di allenatore e club, ovviamente, coincidono. Non a caso, dopo l’arrivo del difensore polacco Marcjanik, non si sono registrate altre operazioni. L’Empoli sta cercando soprattutto di resistere alle sirene per i suoi gioielli (Zajc, che piace a Parma, Nizza; Bennacer, nel mirino del Galatasary; Krunic, osservato da Lazio e Atalanta e già richiesto dal Genoa), ma anche di trattenere almeno per un’altra stagione il difensore Luperto, di rientro a Napoli per fine prestito.
Oltre al campo, però, c’è anche la stanza dei bottoni. Perché il progetto del presidente Fabrizio Corsi parte proprio da un rafforzamento a livello dirigenziale (come annunciato dallo stesso massimo dirigente dopo la promozione). E il nome caldo, in questo senso, continua a essere quello di Riccardo Pecini, capo scouting e ds del vivaio della Sampdoria che, non a caso, non vorrebbe perderlo. Un tira e molla iniziato addirittura un anno fa. Allora furono i liguri di Ferrero ad avere la meglio, convincendolo a restare. Stavolta la sensazione è che l’epilogo possa essere diverso...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google