Gioco
Dopo Chiesa brilla la stella di Milenkovic
Il giocatore viola probabile titolare ai Mondiali con la Serbia. Piacciono Meret, Pulgar e Pjaca
FIRENZE. Per una Primavera che non riesce a sfatare il tabù-Inter (ma i giovani viola restano comunque da applausi, non è da tutti conquistare tre finali in 11 mesi anche se lo scudetto resta cucito sulle maglie della indubbiamente più forte squadra nerazzurra), c’è una Fiorentina che in generale continua a lanciare talenti. Il più “splendente” si sa è Federico Chiesa, tra i giocatori più corteggiati sul mercato, accostato ai maggiori club italiani ed internazionali. Tuttavia c’è anche il coetaneo Nikola Milenkovic bravo ad aspettare il suo momento e poi a sfruttarlo appieno, riuscendo prima a prendersi un posto tra i titolari di Pioli e quindi addirittura a convincere il ct della Serbia Mladen Krstajic a convocarlo per i Mondiali ormai imminenti in Russia. Non solo: l’altra sera il difensore classe ’97 (come Chiesa) è stato impiegato dal 1' nell’amichevole vinta dalla Serbia per 5-1 con la Bolivia restando in campo fino al fischio finale. Tutto ciò a dimostrazione della grande stima e fiducia nei suoi confronti come ha confermato lo stesso ct serbo: «Non ho paura di schierare Milenkovic, è giovane e per lui giocare due partite di fila non è un problema, le regge senza difficoltà. Lo conosco a fondo, è serio, attento, professionale e si comporta molto bene in allenamento. Chi mi ricorda? Non ho dubbi, Vidic». Ovvero uno dei migliori difensori che il calcio serbo abbia mai avuto, ex capitano del Manchester United e pure uno dei campioni che Corvino, nel primo periodo da dirigente della Fiorentina, seguì e bloccò prima che il prestigioso club inglese lo portasse via con un lauto ingaggio. In ogni caso, da Savic a Nastasic, la Fiorentina ha in questi anni pescato sempre bene nel calcio slavo a livello di difensori. Lo stesso Milenkovic a più riprese ha raccontato di ispirarsi proprio a Vidic: «Mi piacerebbe un giorno riuscire a mettere in difficoltà gli avversari come lui, di ogni livello, e arrivare a possedere la sua forza, tecnica, concentrazione. Farò di tutto per poter diventare come Vidic». Pagato circa 5,5 milioni (ma all’interno dell’operazione con il Partizan Belgrado l’estate scorsa fu inserito anche l’attaccante classe 2000 Dusan Vlahovic aggregato in prima squadra stabilmente dalla prossima stagione), il valore del difensore blindato fino al 2022 è super lievitato: basti pensare che la Fiorentina ha già rifiutato 30 milioni da un grande club internazionale (si sussurra l’Atletico Madrid). Non sarà facile resistere a nuovi assalti ma la società dei Della Valle farà il possibile almeno per un altro anno, idem per Chiesa. Dagli stessi Della Valle semmai dovrà arrivare l’investimento necessario per accrescere gli attuali 10 milioni di budget per il mercato e permettere così a Corvino (comunque fiducioso) di mettere a segno i tre colpi individuati per rafforzare la squadra: Meret per la porta, Pulgar per il centrocampo e Pjaca per l’attacco. Il dg viola da questa settimana cercherà di accelerare le trattative puntando a chiuderle entro fine mese. (b.c.)
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