Il Tirreno

Livorno

ULTRAMARATONETI 

L’uomo dell’impossibile Barghini e gli apuani che corrono nei deserti

di DANILO D’ANNA

Correre nel deserto, una dote che Paolo Barghini, medico di Carrara, aveva nel sangue ma che ha scoperto solo dopo aver passato i quaranta anni e calato le scarpe giuste. Vincendo dove vincono solo...

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Correre nel deserto, una dote che Paolo Barghini, medico di Carrara, aveva nel sangue ma che ha scoperto solo dopo aver passato i quaranta anni e calato le scarpe giuste. Vincendo dove vincono solo quelli che sono cresciuti con la sabbia tra le dita dei piedi. E per questo viene visto come una leggenda da chi si sfida fino all’estremo. Barghini ha quasi appeso le scarpe da runner al chiodo ma come i campioni di razza non ha abbandonato la sua passione. Anzi la condivide organizzando ultramaratone in posti impossibili e insegnando agli altri come sopravvivere nelle condizioni più difficili. Divertendosi. Con uno zaino di sette chili sulle spalle, il litro e mezzo di acqua ogni dieci chilometri e chili di cibo liofilizzato in una sacca, per sopravvivere una settimana in autosufficienza, da trascinare da un campo all’altro.

L’ultima magia il medico carrarino l’ha fatta in India, al confine col Pakistan. Dove ci sono i maharaja, da qui il nome Maru 2018, lui ha portato i suoi allievi e altri ultramaratoneti di livello mondiale, come il norvegese Frode Lein oppure il libanese Moustapha Ahmad. Duecentocinquanta e 150 chilometri, per due gare parallele dove uomini e donne si sono dati battaglia per modo di dire. Perché, nonostante l’agonismo, in posti così si è più fratelli che avversari. E sono stati i toscani, anzi gli apuani, i protagonisti. Nicola Ciani, imprenditore massese del marmo di 47 anni, è arrivato secondo nella 250 chilometri. Apuana anche Laura Ricci, 49 anni, prima donna nella 150. A completare il quadro Nicoletta Gabrielli, vigilessa del comando di Carrara, che si è divorata chilometri su chilometri con facilità impressionante.

Gli allenamenti in vista dell’India sono stati durissimi per tutti i protagonisti di Maru 2018. Perché anche se non c’è nulla di estremo, o meglio di pericoloso, bisogna sempre correre sotto il sole, bisogna ricordarsi di bere, assumere i sali e alimentarsi con regolarità. Non proprio una passeggiata di salute, visto che la crisi può arrivare da un momento all’altro. Come ha potuto constatare Alberto Tagliabue, 56 anni di Saronno, che dopo la prima tappa ha avuto bisogno del medico perché è svenuto al traguardo. Invece di ritirarsi la mattina dopo si è presentato al via e alla fine della settimana si è portato a casa il primo posto nella 250, mettendosi dietro Ciani e Lein. Al quarto posto Giuseppe De Rosa, barman campano che marcia sulla sabbia come un legionario. Prima donna Cinzia Tossi, mamma del calciatore Borini. Una che non si ferma mai. Archiviata l’India con un pianto liberatorio – aveva sulle spalle l’incolumità di una trentina di persone e doveva interagire con le autorità locali – Barghini sta preparando la prossima corsa tra le dune. A settembre la World running academy si trasferisce in Iran, nel deserto del Lut, il posto più caldo del mondo. Sarà la terza edizione di una ultramaratona – 250 e 150 chilometri – che ormai è conosciuta nel mondo dei runner estremi. E che i persiani amano in modo commovente. Stavolta gli italiani (e i toscani) saranno pochi (le iscrizioni sono ancora aperte). L’anno scorso ha vinto un iraniano con una storia che sembra uscita da un film: Akbar Naghdi. Dopo una maratona che aveva dominato dei soldati americani gli hanno regalato una bandiera a stelle e strisce. Lui l’ha sventolata davanti a tutti, infischiandosene dei rapporti politici. Storie che come dice Barghini nascono nel deserto e devono restare nel deserto. In Iran sarà apuana la squadra che il medico carrarese porterà con sé per assistere i corridori. La vita di campo, soprattutto. Un lavoro complesso che ha bisogno di persone fidate. Come è stato fidato Antonio Signanini, poco più che ventenne, che in India ha comandato la carovana di Maru con il piglio del veterano. Regole di vita nel deserto, basta rispettarle e ti cambiano per sempre.



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