Gioco
«Che emozione l’India, tra sport e cultura»
Il leader della Academy di Carrara: «Unici in Italia ad affrontare queste scommesse»
È ormai uno dei principali organizzatori di maratone estreme (o ultramaratone che dir si voglia) a livello internazionale. Attraverso la sua società, la “World Running Academy” di Carrara, l’ultramaratoneta, Paolo Barghini è stato ideatore e organizzatore della prima “Maharaja Rajasthan Ultramarathon” che si è svolta nel deserto del Thar, riscuotendo grande successo. «Sono molto contento e il bilancio dell’evento è positivo – ha spiegato Barghini - tutto si è svolto come avevamo studiato riuscendo a organizzare un percorso che ha battuto sia le zone dell’India coloniale che di quella più mistica, unendo l’aspetto sportivo e quello culturale. Siamo l’unica organizzazione che, oltre all’aspetto sportivo, cerca sempre di abbinare il lato culturale delle zone dove si svolgono gli eventi. Come prima edizione è andata bene anche se, la prima volta, è sempre un’incognita anche come impatto sul territorio stesso e gli abitanti». Le maratone estreme, anche grazie alla passione e ai successi ottenuti “sul campo” da Barghini nella sua carriera di ultramaratoneta, stanno coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone. «Diciamo che il movimento è in crescita – ha aggiunto l’atleta apuano – anche perché tutti andiamo alla ricerca di nuove frontiere e noi come organizzazione ci inseriamo in questo contesto. Si tratta di un modo diverso di scoprire nuovi territori e di mettersi in gioco e abbiamo l’orgoglio di essere l’unica organizzazione italiana che mette in piedi questi eventi e ci piace portare anche le nostre tradizioni nelle manifestazioni, come dando vita, il giorno prima della gara, al “pasta party”. Ripeto, è molto importante poi coniugare l’aspetto culturale a quello sportivo e non a caso, per esempio, la maratona che organizziamo in Iran, passa attraverso la Via della Seta. Anche in questo caso tutto sta procedendo per il meglio e quest’anno si svolgerà la terza edizione e il meccanismo è ben oliato dopo le prime due. Gli unici intoppi sono quelli di far, per così dire, accettare il paese che, in realtà, è molto diverso da come viene descritto dai media. L’Iran è un paese tranquillo con una popolazione molto laica, non è il paese scuro che può sembrare a seguito di come viene descritto». Nell’organizzazione dei suoi eventi, non mancano certosine misure di sicurezza. «Siamo l’unica organizzazione che fa seguire le corse da un’ambulanza – ha concluso Barghini – e abbiamo medici dislocati in modo capillare sul percorso. Gli atleti si devono preoccupare solo delle loro prestazioni, d’altro canto, quando organizzo questi eventi, mi sento un po’ come un padre che porta in giro i suoi figli».
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