Il Tirreno

Livorno

Una notte da Pielle per sognare ancora

di Francesco Parducci

Stasera (ore 21,15 PalaMacchia) c’è gara-4 contro Siena: spinta dai tifosi, serve la partita perfetta per andare alla “bella”

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LIVORNO. PalaMacchia, ore 21,15. Una delle poche cose certe è che per la Pielle sarà l'ultima partita interna di una stagione comunque da incorniciare, vada come vada. E già per questo meriterà, nonostante il turno infrasettimanale e l'orario non comodissimo, una cornice di pubblico esaltante almeno vicina a quella indimenticabile di gara3.

Stagione da ricordare per mille motivi, perché la società di via Zola ha centrato la seconda finale promozione consecutiva in un campionato assai più competitivo del precedente, perché la stagione si era messa malissimo a metà girone d'andata con 7 sconfitte consecutive che avevano portato al doloroso esonero di Marco Mori, il coach dei due precedenti campionati con la squadra passata dalla retrocessione in D a ritrovarsi nell'elite della C Gold. Poi l'arrivo di Da Prato (il meglio che c'era sul mercato in quel momento) ha rigenerato la squadra prima di tutto da un punto di vista psicologico.

Stagione da ricordare anche perché la Pielle ha confermato di avere un incredibile radicamento sul territorio, è l'unica squadra della Toscana ma seconda forse solo alla Fortitudo Bologna in Italia, a questi livelli capace di portare 2.500 persone a una partita di serie C, un fatto anomalo da qualsiasi parte lo si voglia guardare.

La partita. Come noto la serie al momento sta sul 2 a 1 per Siena. Se la Virtus passa ancora una volta al PalaMacchia finisce qui e i bianconeri tornano in quella serie B lasciata un anno fa solo all'ultima giornata dei play-out. Se vince la Pielle si va a gara 5, l'atto finale, da disputarsi domenica nell'angusta palestra di Piazzetta Perucatti. Ma, stante l'assenza di Toppo (che invece potrebbe giocare l'eventuale gara5) mentre non è certa l'assenza dei lunghi senesi Pucci e Simeoli (out in gara3), che cosa dovrà fare la Pielle per rimandare a domenica il discorso promozione, in una parola per vincere? Semplice, giocare la partita perfetta. Purtroppo non ci sono alternative. Una buona partita non basterà.

Quindi, tanto per cominciare, partire con il piede giusto. Non si può regalare più di un quarto di partita a un'avversaria come Siena (non dimentichiamolo, prima alla fine della regular season), addirittura andando sotto di 21 punti. Perché, gara3 lo ha detto chiaro, magari si può anche rimontare (anche se non sempre è così) ma il più delle volte poi si arriva al finale di partita con la lucidità ridotta ai minimi termini. E di lucidità invece ce ne vorrà tanta, stasera, azione dopo azione, scelta dopo scelta. L'attacco dovrà avere qualcosa di più dal tiro pesante (ma Roljic non ha mai sbagliato due partite di fila...), così come ci vorrà tanta difesa: quel primo quarto molle e con tutta la squadra sempre in ritardo sui rispettivi avversari non dovrà ripetersi. Siena è una squadra molto tecnica, con dentro talento e fondamentali di lusso: è già difficile batterla giocando al meglio (e infatti in stagione lo hanno fatto in poche), figuriamoci se le si lasciano prendere in tranquillità i preferiti tiri dalla lunga.

Il pubblico. Che sia numeroso è una certezza, l'augurio è che sia anche caloroso ma corretto, che non trasformi la passione in rabbia anche se le cose non dovessero come desiderato.

Gli arbitri. Dopo i fatti di gara2, in gara3 si è ritenuto indispensabile farli venire da lontano, “per neutralità”. Nella partita che potrebbe chiudere i conti vanno bene anche dalla porta accanto: arbitreranno infatti i pisani Di Salvo e Carlotti. Così è, se vi pare...

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