Il Tirreno

Livorno

A nuoto, anzi in bicicletta, anzi di corsa, anzi tutto...

di Eva Bertolacci
A nuoto, anzi in bicicletta, anzi di corsa, anzi tutto...

A 41 anni ecco la chiamata per la Coppa del Mondo di Triathlon in Slovacchia «Lavoro e faccio due allenamenti al giorno, si realizza il sogno di una vita» 

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LIVORNO. Un chilometro e nove a nuoto, 90 di corsa in bicicletta e per finire una bella mezza maratona di 21 chilometri. Non proprio una scampagnata insomma: è la gara che sosterrà domenica Daniele Cioni, atleta di punta della Livorno Triathlon che a Samorin (Slovacchia) sfiderà una cinquantina di triatleti provenienti da tutto il mondo nella competizione internazionale “Championship” del circuito Challenge.

Una “giacchettata” per chi come lui si è cimentato nell’Iron Man Internazionale, stesse discipline ma con il doppio delle misure (tre chilometri e otto a nuoto, centottanta in bici e una maratona intera), gara che l’anno scorso a Venezia lo vide arrivare al sesto posto nella sua categoria, la M1. «Arrivai nei primi sei nella mia categoria, quella più numerosa, che comprende gli uomini fra i quaranta e i quarantaquattro anni. Questo mi ha dato la possibilità di partecipare ai Mondiali di domenica in Slovacchia. Purtroppo non potrò gareggiare a tutta perché la settimana scorsa mi sono cimentato nel mezzo Iron Man di St Polten, in Austria e fisicamente so che non potrò essere al 100%, ma è un grande onore per me essere arrivato a questi livelli».

Sì perché Daniele ha abbracciato compiutamente questa, o meglio queste discipline, da poco più di tre anni. «Prima correvo in bicicletta, poi iniziai ad andare in piscina per la schiena. La corsa non l’avevo mai fatta. Mi piacque molto e mi appassionai subito al triathlon. È uno sport unico anche se sono tre discipline diverse e ciò che mi affascina è che per uno come me che fino ai vent’anni non ha mai praticato seriamente uno sport, trova sempre dei dettagli da migliorare: posture, posizioni.. ogni disciplina ha le sue metodologie e non si finisce mai di imparare».

E dove ci sono carenze… «La testa conta tantissimo. È facile vedere tanti atleti che giunti alla prova della corsa dopo dieci chilometri smettono. Se smetti chiaramente non ce la fai più a riprendere la gara. L’importante è darsi degli obiettivi strada facendo, soprattutto negli allenamenti, anche se quello che accade in gara non lo puoi riprodurre in allenamento».

Ma come ci si allena per una competizione del genere? Lo spiega Cioni: «Per l’Iron Man inizio a prepararmi a ottobre/novembre, occorrono almeno quattro mesi di preparazione. Faccio due allenamenti al giorno, la mattina prima di andare al lavoro e in pausa pranzo. Normalmente un’ora di nuoto e un’ora e mezzo di corsa all’incirca. C’è anche la palestra naturalmente che serve per il rinforzo. E ovviamente un giorno di riposo per ricaricare le batterie».

Non male per Daniele, operaio residente alla Rosa che a quarantun’anni ha trovato il modo di sfidare se stesso per superare i propri limiti. «Data l’età non ho mai coltivato ambizioni di professionismo, ho sempre vissuto il triathlon come divertimento e passione».

Poi è chiaro che ci sono anche dei segreti che consentono di resistere in uno sport così complesso. «Il nuoto è la fase di riscaldamento, devi dare tutto nella bici e nella corsa. Negli allenamenti hai dei punti di riferimenti sul passo che devi tenere in gara, la progressione te la dà il tuo tecnico, per portarti al massimo del tuo livello, io sono seguito da un tecnico molto valido, il torinese Gabriele Mazzetta che è un ex professionista e tecnico della nazionale. Devo ringraziare lui e il mio sponsor Veloce perché mi hanno permesso di arrivare fin qui». E ora via verso l’obiettivo più importante della carriera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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