Toscana
«In settimana successe cose pazzesche...»
LIVORNO. Andrea Da Prato - nel post gara - è lucido, ma squarterebbe chiunque gli passi davanti. Del resto fa male, malissimo, perdere in volata dopo che giovedì sera a Siena eri riuscito a ribaltare...
LIVORNO. Andrea Da Prato - nel post gara - è lucido, ma squarterebbe chiunque gli passi davanti. Del resto fa male, malissimo, perdere in volata dopo che giovedì sera a Siena eri riuscito a ribaltare 7 mesi di regular season. “Siamo scesi in campo con il freno a mano tirato, sia in attacco sia nella metà campo difensiva - commenta il coach piellino - forse anche un po’ per le polemiche che l’ambiente e la dirigenza senese hanno cucito a puntino intorno al fallo di Toppo. Loro bravi in avvio dalla lunga distanza, poi nel cuore del secondo periodo con un parziale di 12-0 abbiamo rimesso testa e cuore sul parquet che ci hanno permesso di andare al riposo sotto di 5 (36-41)».
Con il passare dei minuti coach Da Prato diventa un fiume in piena: «Da venerdì a stasera (ieri, ndr) si sono verificate cose mai viste, come il cambio della designazione arbitrale. Qualcuno, e non faccio nomi, si è lamentato e l’ufficio gare ha nominato una seconda coppia proveniente da fuori regione. Tornando alla partita, nel quarto periodo - sul 64-58 - ci siamo purtroppo un po’ rilassati mentre la Virtus è andata con regolarità in lunetta sfruttando ogni viaggio».
In tutto questo Fiorello Toppo è seduto nel parterre, perché il giudice sportivo ieri in mattinata ha respinto l’istanza di ricorso presentata dalla Pielle, confermando le due giornate di squalifica: «Fiorello per noi è giocatore di capitale importanza, Simeoli per Siena un po’ meno. Se c’è una squadra che ci ha rimesso in questa querelle è la Pielle, ma come detto meglio lasciar stare…».
Intanto giovedì si torna a combattere, sempre al PalaMacchia (palla a due ore 21.15), adesso con il pallino in mano a Siena: «Ora la Virtus è nelle stesse condizioni nostre dopo gara-2 - conclude Da Prato - peccato non averla portata via, ma ci batteremo fino all’ultimo sangue per andare alla “bella”. Per noi, per gli oltre 2000 tifosi che erano presenti sui gradoni e per Fiorello Toppo». (a.m.)
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