Toscana
«E ora subito il mercato senza perdere tempo»
LIVORNO. All'ora del thé Aldo Spinelli risponde con il tono di voce squillante. Dal telefono arriva un flusso ininterrotto di parole miste ad entusiasmo: «Siamo tutti d'amore e d'accordo». Sì, ma...
LIVORNO. All'ora del thé Aldo Spinelli risponde con il tono di voce squillante. Dal telefono arriva un flusso ininterrotto di parole miste ad entusiasmo: «Siamo tutti d'amore e d'accordo».
Sì, ma tutti chi, pres?
«Io, mio figlio, l'ingegner Romano, il signor Peiani e i direttori Corsi, Facci e Signorelli. Quella di stamani (ieri mattina ndc) è stata una riunione proficua».
Beh questa è già una notizia. Ma avete sciolto il nodo-allenatore?
«Sì. Resta Sottil».
Resta Sottil? Colpo di scena!
«E perché? Il nostro allenatore ha un regolare contratto e lo rispetterà».
Contratto fino a quando? Vi siete accordati per il famoso biennale?
«No, no. Andrea sarà il nostro allenatore fino a tutto il 30 giugno 2019. Dopo tutto carta canta. I contratti sono firmati apposta per essere onorati e così sarà fatto».
E Sottil come l'ha presa?
«Bene. Ci ho parlato personalmente».
Ecco il famoso contatto diretto con lei invocato da Sottil sabato dopo Livorno-Lecce...
«Sì. Il mister ha capito che abbiamo fiducia in lui perché è sempre stato la nostra prima scelta. Così siamo andati dritti fino in fondo. Al telefono l'ho sentito carico. Ha accettato di andare avanti con noi e questo rende tutti felici».
E ora si comincia a fare il mercato?
«Sì. Senza perdere tempo».
Ma chi se ne occupa? Facci?
«Facci con la collaborazione degli altri direttori».
Ma non è che ci sono troppi galli nel pollaio?
«Tranquilli. Qui ci sono persone di buonsenso che vogliono il bene del Livorno».
Da dove inizia la costruzione della nuova squadra?
«Facci ha già fissato alcuni appuntamenti con società di categoria superiore».
Pres, non commettiamo l'errore di tre anni fa quando ci affidammo solo a giocatori giovani...
«Vogliamo allestire una squadra in grado di mantenere la categoria senza soffrire. Abbiamo le idee chiare».
Fabrizio Pucci
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