Il Tirreno

Livorno

Gli amaranto chiudono col botto

di Alessandro Bernini
Gli amaranto chiudono col botto

Il Livorno travolge il Lecce nel giorno della consacrazione: Morelli, Murilo e Vantaggiano firmano il tris

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LIVORNO. Baci e abbracci. E una coppa da alzare al cielo. Non è la Supercoppa ma possiamo dircelo? Chi se ne frega. L’importante è stato alzare la Coppa dei vincitori della serie C, quella da sventolare in faccia a chi da oggi disputerà i playoff e a chi magari nei playoff non c’è neppure andato. Perché è bene non dimenticare che questa è stata la stagione della Grande Impresa: altri erano i favoriti, altri dovevano essere i dominatori e invece in serie B ci siamo andati noi.

E per chiudere in bellezza abbiamo pure battuto il Lecce 3-1, avversario arrivato qua con tutta la formazione titolare e 300 tifosi al seguito, mentre il Livorno ha dovuto rinunciare a 6 titolari ovvero Pedrelli, Franco, Perico, Gasbarro, Luci e Valiani. In campo nessuno se n’è accorto.

UN TEMPO DI SILENZIO. Va detto che non è stata una festa in tutto e per tutto. La Curva Nord prima ha affisso gli striscioni, poi li ha tolti mettendo alla balaustra solo un grande lenzuolo bianco con su scritto «Questo è l’entusiasmo che state creando...» . Più che Spinelli, stavolta nel mirino della curva c’è il nuovo vicepresidente Romano che in questo periodo sta svolgendo anche il ruolo di direttore generale tant’è che si è alzato il coro «noi Romano non lo vogliamo» .

In questa ottica pensiamo che sarà importante chiarire molte cose nella riunione in programma domani a Genova nella quale saranno presenti Aldo e Roberto Spinelli, Marco Arturo Romano e Mirco Peiani. L’organigramma societario è il primo passo da compiere. La Curva Nord comunque è tornata a tifare nel secondo tempo sostenendo fino all’ultimo gli amaranto.

IL CAMBIO DI SOTTIL. Tornando alla partita, stavolta l’assetto tattico di Sottil ha funzionato decisamente meglio rispetto a Padova. Niente 4-2-3-1 con Maiorino in panchina, e spazio al 4-3-3 che poi è si trasformato in 3-4-3, due moduli che comunque hanno dato più sostanza al centrocampo. E infatti il Lecce non ha mai preso in pugno la partita, restando vittima di un tic-tac sterile mentre il Livorno ha da subito mostrato più efficacia soprattutto nelle ripartenze. E il 3-1 finale ci sta tutto.

I GOL. Non c’è stato modo di annoiarsi. Livorno subito in vantaggio al 4’con uno splendido gol di Morelli, destro al giro sul secondo palo dopo una giocata da trequartista più che da terzino. E dopo neanche un quarto d’ora è arrivato pure il 2-0 con Murilo che si è fatto tutto il campo senza che nessuno riuscisse a stargli dietro in velocità, sparando poi un destro che il povero Perrucchini non ha neanche visto. Il 2-1 al 21’di Piazza è stato davvero casuale, un liscio di gruppo che è finito sui piedi dell’attaccante leccese solo soletto a porta sguarnita.

Ma la partita ha continuato a farla il Livorno che all’11’del secondo tempo ha trovato il 3-1: bravo Murilo a rubare palla a Di Matteo, col difensore leccese che non ha saputo far meglio di rincorrere l’avversario e travolgerlo in area. Rigore netto e sassata dal dischetto di Vantaggiato che ha gonfiato la rete. Poi la girandola di cambi, qualche parata di Mazzoni e il the end che ha dato il via alla festa. Grazie di tutto ragazzi. E buona serie B a tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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