La protesta
E ALLA FINE CAPITAN LUCI ALZÒ LA COPPA
Di questo epilogo di stagione ci ricorderemo del tifo della Nord nella ripresa. Un sostegno incessante, dopo i primi 45' di contestazione contro Romano, che è andato avanti fino al novantesimo. Con...
Di questo epilogo di stagione ci ricorderemo del tifo della Nord nella ripresa. Un sostegno incessante, dopo i primi 45' di contestazione contro Romano, che è andato avanti fino al novantesimo. Con gli striscioni “da casa” che erano stati rimossi a inizio primo tempo, sulla vetrata sono rimasti solo quello per celebrare il ritorno di “Ciccianera” a casa e un altro per ricordare Bruno, un ragazzo scomparso un anno fa che nessuno ha dimenticato.
Prima di andare “in vacanza”, gli ultrà hanno compiuto il loro dovere fino alla fine, scandendo a gran voce, tra gli altri, un coro per Martino Borghese e quello classico per Igor Protti, che viene ripetuto praticamente ogni volta che il Livorno scende in campo, come se il club manager amaranto giocasse ancora.
Nello stadio desolatamene vuoto, se si esclude il settore ospiti dove erano presenti circa 300 rumorosissimi ultrà leccesi, la macchia amaranto in mezzo alla Nord ha ravvivato tutto il Picchi facendosi sentire in modo possente e continuo.
Al triplice fischio, poi, dalla curva si è alzato un fortissimo “grazie ragazzi” che è stato seguito da tutti i 2mila presenti all'Ardenza. Un ringraziamento partito dal cuore. Sentita e colorata è stata anche la festa organizzata a metà campo dopo la partita. La società ha allestito un palco nel mezzo del terreno di gioco e, con alle spalle una “B” gigante formata con una miriade di palloncini.
Uno ad uno tutti i giocatori e lo staff di Sottil sono stati chiamati sul palco per ricevere le medaglie per la vittoria del campionato. Poi, una volta legata al collo la medaglia, capitan Luci ha alzato al cielo la coppa consegnatagli dal presidente della Lega Pro Gabriele Gravina. Infine, dopo i coriandoli e il “We are the Champions” dei Queen sparato dagli altoparlanti dello stadio, la squadra è andata sotto la Nord per ricevere l'ultima ovazione dell'anno. Per poi lasciarsi con l'immancabile “chi non salta è un pisano” che ha fatto da colonna sonora un po' a tutta la stagione.
Nicolò Cecioni
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