Il Tirreno

Livorno

Con Siena-PL si sente il profumo di storia

di Francesco Parducci
Con Siena-PL si sente il profumo di storia

Domanica 20 maggio (ore 18) garauno della finale per salire in B. Esauriti i biglietti per i tifosi livornesi, Da Prato vuole l’impresa

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LIVORNO. PalaCorsoni di Siena, domenica 20 maggio ore 18. Comincia la serie finale per la promozione in serie B, dopo un campionato che non ha lesinato sorprese e emozioni ma con un punto fermo, non contestato da alcuno degli addetti ai lavori: è stato ancora più competitivo di quanto ci si attendesse, parecchio di più di quello precedente. E allora vedere in questa finale impegnata, così come l'anno scorso, la Pielle non può che fare piacere, è un risultato che già da sé vale a far considerare questa stagione come vincente. Perchè arrivare a alti livelli non è facile, confermarcisi è difficilissimo. Due finali in due anni, un miracolo sportivo, così si disse, quella dell'anno scorso, un premio alla programmazione e alle scelte societarie, questa.

Quello che non desta meraviglia, invece, è trovare in questa finale la Virtus Siena. Retrocessa all'ultima giornata della scorsa stagione ha mantenuto intatta l'ossatura della squadra aggiungendo due giocatori da doppia cifra fissa come Simeoli (anche terzo rimbalzista assoluto) e l'ex Certaldo Pucci con la chiara intenzione di riprendersi il posto nel terzo campionato nazionale. Ma quello che ha mantenuto, e forse è la cosa che conta di più, è l'organizzazione da squadra di categoria superiore.

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Come battere una squadra del genere, che sembra aver preparato al meglio tutto per arrivare al massimo della forma proprio nella post season, visto che non perde da oltre due mesi e mezzo e ha saltato i primi due turni di play-off con una naturalezza assoluta e infliggendo scarti abissali prima a Agliana e poi a Castelfiorentino? Quando si ha di fronte un meccanismo perfetto non c'è che un sistema per fermarlo: gettare sabbia nei suoi ingranaggi. Giocare con la sciabola e non con il fioretto, difendere come ossessi sporcando il più possibile le conclusioni altrui, limitare al minimo gli errori.

Ma qualche piccolo vantaggio la Pielle lo può trovare e metterlo da parte come compagno di viaggio: i tifosi, prima di tutto. In qualche modo ci saranno, anche se magari non numerosi di quanti avrebbero potuto essere e questo a causa della limitata capienza del PalaCorsoni. Poi la pressione, tutta sulle spalle altrui. Si gioca gara1, tradizionalmente la meno decisiva nelle serie al meglio di 5, ma chi ha da rimetterci di più da un'eventuale ko è sicuramente Siena.

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La Pielle a questo punto è in ballo e vuole ballare, senza pensare se, eventualmente, la promozione in serie B potrebbe portare sconquassi come recenti esempi vicini dimostrano. Quando si arriva a giocare una serie finale allenatori e giocatori vanno a diritto, vincerla è l'unico pensiero. Ma è anche vero che, comunque vada, questa stagione sarà salutata con enorme soddisfazione. Per Siena è tutto diverso: arrivare alla finale era una sorta di minimo sindacale, quello di vincere il campionato l'obiettivo stagionale. E giocare con l'obbligo di vincere non è mai bello. Nemmeno per i meccanismi perfetti.
 

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